A sinistra quadro di
Richard Mauri.
 
On the left
Richard Mauri Painting
.
 
 
 
   
 
Scritti del Passato

ANALISI DI UNA MOSTRA: STRADIVARI E I GRANDI CREMONESI DALL'U.R.S.S
ANALYSIS OF AN EXHIBIT: FROM THE U.R.S.R., STRADIVARI AND THE GREAT CREMONESE VIOLIN MAKERS
di Carlo Vettori

Nel 250° anniversario della morte di A. Stradivari Cremona onorava nell'anno 1987 il sommo maestro con manifestazioni culturali di alto livello e con una mostra reprospettiva delle sue opere, grazie alla quale molti studiosi hanno avuto la possibilità di confrontare vari strumenti delle diverse epoche, analizzarli in tutti i particolari.

The city of Cremona, in honor of the 250th anniversary of the death of A. Stradivari, held a retrospective exhibit of the great maestro's works, providing his admirers with a chance to compare the instruments of various epoches and to analyze them in all their detail.
We at Arte Liutaria published two articles on the Anniversary Exhibit, in issues n. 9

Un gruppo di ragazze del personale addetto alla mostra posano per Arte liutaria
A group of young women working as exhibit personnel pose for Arte Liutaria
Anche noi di Arte Liutaria abbiamo pubblicato due articoli; il primo nella rivista n. 9 il secondo nella rivista n. 10. Oggi 18 settembre 12 ottobre 1989 Cremo-na ha inserito nella Triennale (concorso internazionale di liuteria moderna) una mostra dal titolo «Stradivari e i Grandi Liutai Cremonesi dall'U.R.S.S.». La collezione statale degli strumenti musicali dell'U.R.S.S. è una delle più grandi raccolte esistenti in Unione Sovietica, in cui sono largamente presenti violini, viole, violoncelli, contrabbassi e viole da gamba costruiti in Russia, Italia, Germania, Francia, Inghilterra, Cecoslovacchia, Polonia ed altri paesi. Di particolare valore artistico e storico sono i capolavori dei maestri italiani dei secoli XVI-XVII-XVIII, tra cui esemplari di Gasparo da Salò, Amati, Guarneri, Montagnana, Bergonzi, Ruggeri; ma indubbiamente il prestigio della collezione è rappresentato dagli strumenti di Antonio Stradivari, di cui la collezione possiede esemplari costruiti in tutti i periodi della sua attività. La collezione degli strumenti musicali ad arco è stata organizzata a Mosca nel 1919 e agli strumenti in essa collocati sono legati ai nomi di molti famosi musicisti russi come Vadim Borisowsky, Michail Vaiman, David Oistrach, Leonid Kogan, Viktor Tretiakov, Vladimir Spivakov, Valerj Kli-mov e altri. I 22 strumenti sono ospitati nelle sale del palazzo comunale di Cremona, città che con le sue antiche viuzze dove già passeggiavano i classici liutai, e dove il torrazzo custode dell'antico orologio, con il duomo e il battistero formano una cornice ideale e conferiscono alla visione di questi strumenti un fascino e un senso di familiarità. Le opere sono state collocate nelle vetrine già utilizzate per la mostra di A. Stradivari. Nella prima sala sono esposti gli strumenti che fanno parte della raccolta del Comune di Cremona, il primo è un A. Amati; questo violino faceva parte del gruppo di strumenti costruiti per Carlo IX Re di Francia, poi abbiamo Niccolo Amati, Giuseppe Guarneri, Antonio Stradivari; questi strumenti sono già stati pubblicati sulla rivista Arte Liutaria n. 2 anno secondo.
and n. 10. This fall from September 18 to October 12, 1988, Cremona offered, as part of the Triennale (an international modern violin making competition) an exhibit entitled Stradivari and the Great Cremonese violin Makers from the U.S.S.R. The state collection of musical instruments from the U.S.S.R. is one of the largest collections existing in the Soviet Union. It includes violins, violas, violoncellos, double basses and viola da gambas built in Russia, Italy, Germany, France, England, Czechoslavakia, Poland and other countries. Of particular! historical interest are the masterpieces of the Italian masters of the XVI, XVII and XVIII centuries. We find examples of the works of Gasparo da Salo, Amati, Guarneri, Montagnana, Bergonzi, and Ruggeri, but undoubtedly the prestige of the collection derives from its Antonio Stradivari instruments. The Soviet Union's collection includes instruments from all periods of the maestro's activity. The collection of stringed instruments was organized in Moscow in 1919. It comprises instruments once owned by such famous Russian musicians as Vadim Borisowsky, Michail Vaiman, David Oistrach, Leonid Kogan, Viktor Tretiakov, Vladimir Spri-vakov, Valeri Climov an others. The twenty-two instruments were on display in the Cremona City Hall. The city, with its ancient streets where once the Classical violin makers walked, with its tower - custodian of an ancient clock, its Cathedral and Battistero, it makes an ideal frame for the exhibit and confers on the experience of visiting the show both fascination and a sense of familiarity. The instruments were on display in the same showcases used for the A. Stradivari exhibit. On display in the first hall are instruments that belong to the City of Cremona's collection. The first is an A. Amati, one of the instruments built for Carlo IX King of France, exhibited along with instruments by Niccolo Amati, Giuseppe Guarneri, and Antonio Stradivari. These have all been described in issue n. 2 of Arte Liu-taria.

Entriamo nelle sale dove sono esposti i capolavori Cremonesi provenienti dal-l'U.R.S.S. Gli strumenti sono collocati nelle vetrine con l'ordine riprodotto nel catalogo della mostra, e indicati con la data di costruzione dell'autore. Noi avremmo preferito che ad ognuna di queste opere fosse stato dato un nome riferibile o ad un grande violinista che lo ha suonato o ad importanti proprie-tari di epoche passate. Il primo violino è uno Stradivari, nel catalogo della mostra porta due date 1670-1680, fu acquistato da Jermin a Parigi nell'anno 1888. Il materiale usato per la sua costruzione è, per il fondo, acero a marezzatura stretta e debole formata a lisca di pesce voltata verso il basso, le fasce sempre di acero sono prive di marezzatura, il piano armonico è di abete con venatura a media larghezza distribuita in modo uniforme su tutta la sua superficie. Lo stato di conservazione di questo strumento è caratterizzato da alcune rotture già restaurate in epoca passata: nella fascia destra superiore, nella fascia della «C» e in prossimità della colonnina della «C» inferiore lato sinistro; sempre nelle fasce esistono deformazioni naturali dovute al «tempo vita».
Nella visione di profilo osserviamo che lo spessore del bordo è più alto nelle punte delle «C» e nella nocetta.
Si usa la lampada per guardare i particolari
Using the flashlight to examine details

Violino G. Guarneri del Gesu

Let's continue to the exhibit of Cremonese masteripieces from the U.S.S.R. The instruments can be identified by following the catalog, where they are reproduced and labelled with the construction date. We wuold have preferred that each of the instruments had been given a name by which it could be identified, that of a great violinist who had once played it, or that of an important person who had owned it in times past.
The first violin is a Stradivari, identified in the catalog by two dates, 1670 and 1680, purchased by Jermin of Paris in 1888. The materials used in its construction are: maple of narrow curl for the back; plain maple for the ribs; for the table, uniform medium-large grain fir. Several cracks that have been restored can be seen: on the
Antonio Stradivari Viola 1715.
Violino A. Stradivari
La scultura del fondo come del piano armonico termina con uno sguscio accentuato, la filettatura di media larghezza si snoda lungo tutta la superficie dello sguscio, con precisione è incassata distante dalla linea esterna del bordo in rapporto agli strumenti classificati in questo periodo e ne deriva un bordo grosso e di forma rotonda; le punte della filettatura sono corte e chiuse. I fori armonici sono impostati in linea parallela, dai due occhi superiori si stacca una linea esterna con rapida chiusura e con sporgenza verso l'alto della parte superiore, questa linea discende verso il taglietto centrale con stile leggermente diverso dalla linea esterna risalente dagli occhi inferiori. II riccio di questo violino si caratterizza con il nastrino della linea a spirale molto largo; nella visione frontale la scatola dei bischeri è larga in prossimità della gola, nella parte posteriore le parallele linee esterne della scannellatura accentuano lo stile stradiva-riano del periodo successivo; noi riteniamo
upper right rib, on the «C» rib, and near the lower point of the left «C». Certain natural distortions of the wood have come about over time. Frome the side, we see that the border is thicker at the points of the «C» and at the base plate. Both the table and back are quite deeply hollowed at the edges. The medium-sized purfling is imbedded precisely at a distance from the external edge of the border like that of other instruments built during this period, creating a wide and rounded border. The points of the purfling are short and closed. The f-holes are parallel; the external line that runs from the upper eye to the central cut is slightly different, stylistically, from the external line that runs from the lower eye. The scroll of this violin has a rather wide ribbon on the spiral edge. From the front, we notice that the pegbox is wide near the throat. From the back, we see that the two parallel external lines of the grooving display the Stradivarian style of a later period. In fact, we believe that this instrument were built at a later date than the one cited in the catalog. Violin Stradivari 1725: We do not agree with the opinion expressed in the official exhibit catalog the this violin's table was built in 1725, and that it was subsequently joined to the resonance box of a violin that had been built by A. Stradivari in 1690. The table, as well as the back and the scroll, was built during around 1725. The hollowing out of the back is at a uniform distance from the ribs along the entire edge, indicating not that only the back was made at the same time as the ribs, but also that it was shaped once already fastened to them. The difference between the contour of the table and the line of the ribs is minimal; the points at which this difference is accentuated are ones that have suffered wear during the opening and closing of the instrument for restoration. The external upper line of the f-holes is like that of the preceding instrument, while in this instrument the lower external line conforms stylistically to the upper one. The table is of wide uniformly grained fir; the back is of two pieces of maple with a
che tutto lo strumento sia stato costruito da A. Stradivari in periodo posteriore da quello indicato nelle date del catalogo. Violino A. Stradivari 1725: Noi non condividiamo il giudizio espresso sul catalogo ufficiale della mostra secondo il quale il piano armonico di questo violino risalirebbe al 1725 successivamente collocato su una cassa di un violino costruito da A. Stradivari vero il 1690; il piano armonico così come il fondo e il riccio sono stati costruiti tutti nello stesso periodo intorno agli anni 1725. La modellatura del fondo si distanzia dalle fasce in modo uniforme lungo tutto il contorno del violino: questo indica non solo che il fondo è nato con le fasce ma anche che è stato modellato sopra le fasce precedentemente costruite; la differenza tra la modellatura del piano e la linea delle fasce è molto contenuta, le parti nel contorno dello strumento dove questa differenza si accentua hanno una maggiore consumatura del bordo causata dal «tempo vita» e differenze dovute all'apertura e chiusura dello strumento in fase di restauri. I fori armonici hanno la linea della parte superiore come il precedente strumento, mentre la parte inferiore ha un giusto rapporto stile con la parte superiore. Il piano armonico è di abete a venatura larga e distribuita in modo uniforme su tutta la sua superficie, il fondo è di acero di due pezzi di marezzatura larga e profonda formata a lisca di pesce voltata verso il basso, il riccio sempre di acero ha la marezzatura più debole. Il riccio di questo violino è stato deturpato da un restauro esterno alle ganasce; mentre la tecnica più corretta per il restauro della rottura alle ganasce è di riportare e incassare all'interno della scatola dei bischeri una striscia di legno a venatura contrapposta alla linea della rottura. Il riccio è perfetto in tutte le sue proporzioni, dal perno centrale si stacca un nastrino dalla larghezza contenuta, la scavatura della spirale ha una profondità che è in giusto rapporto alla profondità della scannellatura posteriore e alla scannellatura frontale. Nella cassa armonica il filetto formato da i due neri sottili e dal bianco più largo si snoda lungo tutto il contorno dello sguscio,
broad and deep curl, ascending from the joint. The scroll has a less distinct curl. The sides of the peg-box have been deformed during restoration. The correct technique for the restoration of the peg-box is that of adding a piece of wood to the inside, laying the grain counter to the line of the crack. The scroll is perfectly proportioned. The spiral ribbon is of limited width; the carving of the spiral is in correct proportion to the depth of the front and back grooving. The purfling, two narrow black strips and a wider white one, has short, closed points. In this violin, as in all of those built by Stradivari, one characteristic plug or nail can be found on the lower back at the joint, and another, of smaller diameter, at the upper back near the button or base plate. Violin A. Stradivari 1736: Jussupov. It has often happened, in the history of violin
Viola A. Stradivari 1715
le punte della filettatura sono corte e chiuse; anche in questo violino come in tutti gli Stradivari è presente nella parte inferiore del fondo al centro della commettitura il caratteristico perno di legno e nella parte superiore in prossimità della nocetta il perno ha un diametro minore. Violino A. Stradivari 1736 «Jussupov»: Nella storia della liuteria gli ultimi anni di produzione di un maestro sono spesso inquinati da strumenti costruiti da altri liutai dalle capacità costruttive inferiori. Questi strumenti sono truccati e inseriti dai soliti falsari in quello che dovrebbe essere il periodo di decadenza naturale dovuto conscguentemente all'età avanzata del liutaio. Questo violino invece è l'opera più completa integra e originale in tutte le sue parti; è l'esemplare più rappresentativo del terzo periodo di produzione di A. Stradivari. Il piano armonico è di abete maschio a venatura larga, il fondo è acero di taglio tangenziale formato da due pezzi con marezzatura debole, il riccio è sempre di acero privo di marezzatura. Nella visione di profilo osserviamo le colonnine delle fasce grosse e sempre bene incollate, lo spessore del dorso in prossimità delle punte è eccessivamente consumato dal «tempo vita» e solo nella punta destra superiore si nota il suo spessore originale più alto. La linea esterna del modello del riccio è ampia e si unisce con armonia al movimento delle ganasce, anche la luce sotto la gola segue il movimento dello stacco del perno centrale della linea a spirale, il nastrino è largo, la spirale è scavata con profondità uniforme; nella visione frontale la scatola dei bischeri è larga sotto la gola e le due scannellature sono poco profonde, nella parte posteriore le due scannellature si caratterizzano in linee parallele, il perno centrale è sporgente verso l'esterno. Il piazzamento dei fori armonici è legger-mente divaricato (più aperta la parte inferiore) le quattro palette hanno lo stesso movimento con punte accentuate verso l'interno degli occhi, lo sguscio delle due palette inferiori pur non essendo molto profondo mette in rilievo la linea esterna dei fori armonici.
making, that the final production of a famous maestro is subsequently «polluted» by instruments built and falsified by violin makers of much lesser ability, presented by the usual tricksters ad belonging to the latter periodo of the maestro. This violin is, on the contrary, wholly authentic and original in all its parts; it is the best and most characteristic example of the third productive periodo of A. Stradivari. The table is of wide-grained maschio fir; the back is of two-pieces, with faint curl, cut on the slab. The scroll is of plain maple. From the side we can see that the points of the ribs are large and well-glued; the width of the border near the points of the «C» is excessively worn away by time, and it is only the upper right point that shows us that the original thickness of the points was greater than that of the border. The scroll has an ample outside line; it unites harmoniously with the sides of the peg-box; even the light that shows under the throat follows the movement created by the departure of the spiral line from the central pin. The ribbon is wide, the spiral is carved with uniform depth. Seen from the front the peg-box is wider under the throat and the grooving is shallow. Viewed from the back, the instrument displays characteristically parallel grooving and a protruding central pin. The f-holes are positioned so that the lower parts are slightly more "open"; the four tongues have the same movement and the points are quite accentuated; the hollowing out of the two lower tongues, while not deep, still throws the external line of the f-holes into relief. The purfling has a very large white strip at the center and two well-defined black ones at the sides. It is embedded in the hollow far from the external line of the border; the points are long and closed. The depth of the hollow near the border is in correct proportion to the grooving and spiral carving of the scroll. Violin A. Stradivari 1720: The materials used in the construction of this violin are: fir of uniform medium-narrow grain for the table: maple of two pieces of faint irregular curl descending from the joint, for the back. The purfling is one large white strip
La filettatura ha il bianco centrale molto largo e i due neri bene marcati; è incassata nello sguscio distante dalla linea esterna del bordo, questo è di forma grossa; le punte della filettatura sono lunghe e chiuse. La profondità dello sguscio del bordo è in giusto rapporto alla scavatura del riccio e alla profondità della scanalatura. Violino A. Stradivari 1720: il materiale usato per la costruzione è, per il piano armonico l'abete con venatura di media larghezza tendente allo stretto distribuita in modo uniforme su tutta la superficie; il fondo e le fasce sono di acero a marezzatura larga debole e intervallata da strisce longitudinali senza marezzatura, il fondo è formato da due pezzi con la marezzatura a lisca di pesce voltata verso l'alto. La filettatura è formata dal bianco centrale largo e da due neri marcati ma sottili, incassata nello sguscio con la massima precisione; in parte deformata per spostamenti del legno dovute al «tempo vita», si snoda lungo tutto il contorno dello strumento, le punte della filettatura sono chiuse in modo perfetto nel fondo mentre nel piano armonico l'eccessiva consumatura toglie alle punte la perfezione originale. La bordatura del fondo come del piano termina in uno sguscio scavato, il bordo è reso rotondo dal «tempo vita» solo nel fondo e precisamente nella parte del bordo soprastante la «C» sinistra osserviamo traccia di un lieve angolo che indica la struttura originaria di questo bordo. Il foro armonico sinistro ha il taglio bene conservato mentre il foro destro ha subito a causa dello spostamento dell'anima una deformazione nella linea esterna in prossimità del taglietto. Nella visione di profilo le colonnine delle fasce sono larghe e molto bene conservate, la fascia della C dominata dalla fascia superiore e dalla fascia inferiore. Una analisi descrittiva di questo riccio è difficile e complessa, esso ha tratti di scuola stradivariana, vedi il nastrino grosso della linea a spirale, inoltre sempre nella visione di profilo osserviamo che l'ampiezza della rotondila del riccio termina con la linea esterna corrispondente alla parte superiore delle ganasce; questa alterazione
and two well-defined narrow ones, embedded precisely in the hollow and now deformed in places. The points on the back are perfectly closed, while on the table their original perfection has been marred by wear. Both the table and the back are deeply shaped at the edges; the back border has been rounded by time. At one point, over the left "C", we can still see a slight trace of the original angle. The left f-hole has a well-preserved line, while the right one has suffered damage during repositioning of the soundpost; the external line near the cross-cut is deformed. Seen from the side, the ribs are wide and well-preserved. The "C" rib dominates the upper and lower ones. A descriptive analysis of this scroll is difficult and complex. The Stradi-varian style can be seen in the wide spiral ribbon, the scroll itself has a full, rounded line that narrows to the same width as that of the peg-box; this alteration in the usual style is a result of wear. The spiral departs from the central pin at a high point; it is narrow compared to those in the usual Stradivarian style. It is also low in proportion to the position of the narrow part of the grooving, a point we will examine later. The spiral is shallowly carved near the central pin and near the sides of the peg box. Seen from the front this scroll evidences a distinct repositioning of the wide grooving. On the back, the external lines are parallel. We believe that this scroll is the work of a violin maker of a later school, probably Strorioni, also Cremonese. The varnish on this instrument has been absorbed by the wood and worn away, but an original portion can still be seen near the "C". The exhibit comprises a variety of instruments built by other authors who contributed to the fame of the Classic Cremonese school of violin making. One of these is a Giuseppe Guarneri del Gesu 1742: an author of great personality. We are attracted by the design of the resonance box. There is a short sloping plane near the base plate, and a slightly longer one near the button on the bottom. This uniformy rounded line blends into the long
Due visitatori osservano un violino A.Stradivari
Two visitors examine a A. Stradivari violin
del modello è causata dalla consumatura del «tempo vita». La linea a spirale si stacca dal perno centrale in posizione alta stretta e sottile in rapporto allo stile di A. Stradivari: mentre è basse in rapporto allo spostamento in avanti della parte più stretta della scannellatura che esaminiamo più avanti; la spirale è poco scavata in prossimità del perno centrale e in prossimità delle ganasce. Nella visione frontale questo riccio ha la parte più stretta della scannellatura larga e spostata in avanti, così ne consegue tutto il giro complessivo spostato in avanti; nella parte posteriore le linee esterne delle due scannellature sono parallele tra loro. Noi riteniamo che questo riccio sia opera di un liutaio operante in epoca successiva ad A. Stradivari e ai suoi allievi: con molta probabilità si tratta del liutaio Storioni sempre di Cremona.La vernice è assorbita dal legno, consumata dall'usura del «tempo vita», è presente il suo strato originale nel fondo in prossimità delle C. Questa mostra si completa con la varietà di strumenti costruiti da autori diversi che hanno reso celebre la scuola classica cremonese. Giuseppe Guarneri del Gesù (1742): autore di grande personalità: di questo violino siamo attratti dal modello della cassa armonica. Osserviamo una breve linea pianeggiante in prossimità della nocella e
line of the "C"; the points are short and open outwards. Continuing an examination of the back we observe that the distance between the external line of the border and the purfling is wide compared to the shaping of the points. The medium-sized purfling forms points that open outwards. The hollowing near the border is not very deep, but it is very even. On the upper and lower sections it is farther from the border than at the center; at the center it is also shallower. The f-holes are long; the hollowing of the lower tongues is light, almost non-existent. They have an accentuated point. A profile view of the scroll shows us that the point of departure of the spiral line is both high and forward. The carving is wide and deep all along the spiral line, becoming shallower as it nears the sides of the peg box. The external line of the scroll is full, and reaches a high point at the top. The grooving is shallower than that of previously described instruments. The varnish has been, in part, absorbed into the wood, and in part worn away by time. In certain places its orginal red-brown color can be seen. Violin Andrea Guarneri 1660: the inside of the resonance box bears a label inscribed Nicola Amati. Seen from the side, the violin displays fine rib points. The thickness of the border on the bottom is well-preserved; we can see that at the points of the "C" it is slightly higher. The ribs are of maple with faint, medium-broad curl. The back is of two pieces with faint curl. The table is narrow grain fir that widens at the flanks. The scroll is of maple taken from the same piece that supplied wood for the bottom and the ribs. The spiral line departs from the central pin at a high point; the carving, wide and deep at the beginning and in the spiral's second turn, becomes more shallow as it nears the sides of the peg box. The angle under the throat is wide and in correct proportion to the departure of the spiral line from the central pin. In the lower part, the two deep groves throw into relief a central ribbon that is thin and perfectly done; higher up on the scroll this ribbon widens due to
leggermente più lunga in prossimità del bottone; queste linee con rotondila uniforme si uniscono alle linee delle C le quali sono lunghe, le punte della modellatura sono corte e aperte verso l'esterno. Sempre nel fondo osserviamo che la distanza del filetto della linea esterna del borso è larga in rapporto alla larghezza della modellatura nelle punte; la filettatura di media larghezza forma delle punte aperte verso l'esterno. Lo sguscio del bordo non è eccessivamente profondo ma costante e spostato verso l'interno del fondo nella parte superiore e nella parte inferiore mentre nel centro ha una minore profondità. I fori armonici sono lunghi, lo sguscio delle palette inferiori è lieve quasi inesistente, esse hanno una punta accentuata verso l'interno dei due occhi inferiori. Nella visione di profilo il riccio è caratterizzato dall'inizio della linea a spirale alta e spostata in avanti, profonda e larga, si mantiene costante lungo tutta la linea della aspirale, diminuisce di profondità in prossimità delle ganasce: la linea esterna del modello ha una maggiore ampiezza nella parte superiore tanto da ricordare anche lo stile della scuola Amati, nella parte posteriore la linea esterna complessiva si converge verso l'alto e le due scannellature sono scavate con meno profondità degli strumenti precedenti. La vernice è in parte assorbita dal legno e in parte consumata dal «tempo vita», in alcuni tratti essa conserva il suo spessore originale di colore rosso bruno. Violino Andrea Guarneri 1660 (attribuito): nell'interno della cassa armonica porta una etichetta con scritto Nicola Amati. Nella visione di profilo il violino si presenta con le colonnine delle fasce sottili, lo spessore del bordo nel fondo è bene conservato e lo spessore nelle punte delle C è leggermente più alto. Il tipo di acero delle fasce è a marezzatura di media larghezza e debole, il fondo è formato da due pezzi di acero a marezza debole, il piano armonico è di abete a venatura stretta al centro e larga alle due estremità, il riccio sempre di acero dello stesso tronco. Dal perno centrale della scultura del riccio si stacca la linea a spirale in posizione alta-profonda e di media larghezza, anche nel secondo giro
wear. The purfling is made up of two wide well-defined black strips and one white one, not entirely uniform. The purfling is embedded far from the external bordder along a deep hollow. The points of the purfling are medium-sized and closed. The border has been rounded by wear. The f-holes are of limited length; the upper external line is full and in good balance with the lower internal line. The four tongues are restrained style. The parallel positioning of the f-holes and the balance displayed in their shaping confer on this instrument a truly classic tone. Violin Andrea Guarneri: the beginning to the XVII century: this instrument was played by the violinist Rentovic. The materials used in its construction include: wide grain red fir for the table; plain maple for the scroll; two pieces, for the back, of maple with the curl descending from the joint.
From the side we see the rib points that are medium-sized, tending towards fine; the "C" rib dominates the upper and lower ones. The resonance box is characterized by long "C'"s. The purfling is made up of one wide white strip and two narrow but well defined black ones. The purfling is wide and embedded in the hollow far from the external border. The points of the purfling are closed. Both the table and the back display accentuated vaulting that terminates in a deep hollow around the edge of the entire instrument. The border is wide and rounded by time. In certain places it is possible to discern a slight angle that is closer to the purfling than to the external edge of the border. The f-holes are parallel with stylistically uniform tongues. Of the scroll we can say that the departure of the spiral line from the central pin is high; the carving is of medium depth. At the point of departure from the pin, the ribbon is wider, to narrow as it follows the spiral line. Both the front and back grooving is evenly deep. The varnish has been both absorbed and worn away. Near the "C" it is slightly thicker, and cracked. Antonio and Girolamo Amati Violin 1628: once property of the violinist Pestel. This
la scavatura della linea a spirale si mantiene profonda mentre in prossimità delle ganasce diminuisce la sua profondità: lo stacco sottogola (o luce) è largo ed in giusto rapporto allo stacco della linea a spirale dal perno centrale, nella parte posteriore le due scannellature profonde mettono in rilievo un nastrino centrale sottile e perfetto, nella parte alta del riccio questo si allarga a causa della consumatura derivata dal «tempo vita». La filettatura è formata da due neri larghi e molto marcati con al centro un bianco a larghezza non uniforme in tutta la sua superficie, il filetto incassato distante dalla linea esterna del bordo si snoda lungo uno sguscio profondo verso l'interno. Le punte della filettatura sono chiuse e di media lunghezza; il bordo è reso rotondo dalla consumaturaxlel «tempo vita». I fori armonici sono contenuti nella lunghezza, la linea esterna superiore è ampia e in giusto rapporto alla linea interna inferiore, le quattro palette sono contenute nella parte convergente verso gli occhi, l'impostazione parallela e l'equilibrio del taglio complessivo di questi fori armonici danno a questo strumento un tratto di grande classicità.
Violino Andrea Guarnieri inizio sec. XVII: questo strumento è stato suonato dal violinista Reentovic. Il materiale usato per la costruzione è: abete rosso a venatura larga per il piano, acero a marezzatura debole per il fondo e le fasce, acero ma privo di marezzatura per il riccio. Il fondo è formato da due pezzi a lisca di pesce voltata verso l'alto. Nella visione di profilo le colonnine delle fasce sono di larghezza media tendente al sottile, la fascia della C è dominata dalla fascia superiore e dalla fascia inferiore. Il modello della cassa armonica si caratterizza con le C lunghe; il filetto è formato da un bianco largo e da due neri più sottili ma molto marcati complessivamente; il filetto è largo ed è incassato nello sguscio distante dalla linea esterna del bordo, le punte della filettatura sono chiuse, la scultura del fondo come del piano ha la volta accentuata e termina in uno sguscio profondo uniformemente lungo tutto il contorno dello strumento. Il bordo è grosso e reso rotondo
instrument is highly representative of the Amati school, in the sense that it displays beautiful proportion and relationship between its parts, and carefully selected woods in its construction. It is witness to the elegant and refined culture of the late Renaissance that was drawing to a close, leaving space for new art forms. In violin making these new forms were to find their greatest master in A. Stradivari. First quality woods have been used in the construction of this violin. The table is of maschio fir with a medium-large and uniform grain. The scroll is maple with faint and narrow curl. The ribs are of maple of medium - broad curl and the back is of two pieces of maple with the curl descending to the right, viewed in profile, the violin presents a medium-high rounding; both the front and the back have a level center line. The border is slightly higher at the points of the "C" and at the base plate; the rib points are fine, but originally were probably slightly wider. From this we can deduce that the upper and lower ribs have been worn away. The construction techniques of this instrument were based on the use of the masculine form and the shaping of both the table and the back onto ribs that had already been built. Fact, the uniformity of the distance between the rib line and the border is clearly seen. This distance remains constant in the points of the "C", which are fine and pointed outwards. In the front and back views of the instrument we can see that the points are fine, long and pointed outwards, as seen before. This shaping leads to a lesser distance between the purfling and the external line of the border than that to be maintained by the Cremonese school in the centuries to come. The purfling displays one wide white strip and two well-defined black ones, the points are long and cover the surface of the "C" points. The cut of the f-holes is pure: from the two upper eyes the external line departs and descends to the central cut in the same style as in the lower ones. The two upper tongues are born of two slightly smaller eyes, but they widen to same size
dalla consumatura del «tempo vita». In alcuni tratti si notano tracce di un lieve angolo più vicino al filetto che alla linea esterna del bordo. I fori armonici impostati paralleli con le quattro palette uniformi nello stile. Nel riccio osserviamo che l'inizio della linea a spirale è alta e scavata con media profondità; il nastrino si stacca dal perno centrale con forma più larga, esso si restringe lungo la linea a spirale, nella parte frontale e posteriore le scannellature mantengono su tutta la superficie una profondità costante. La vernice nel suo insieme è in parte consumata e assorbita dal legno, in prossimità delle C si trova uno strato di spessore maggiore, caratterizzato da screpolature. Antonio e Girolamo Amati violino 1628: già proprietà del violinista Pestel: questo strumento è l'opera più rappresentativa della scuola Amati intesa come punto massimo di convergenza di rapporti e proporzioni amalgamati a legni sapientemente selezionati; è testimonianza di una cultura del tardo rinascimento elegante e raffinata che volge al tramonto lasciando spazio a nuove forme di arte che nella liuteria trovano il suo massimo artefice in A. Stradivari. II materiale usato per la costruzione di questo violino è di prima qualità, il piano armonico è di abete maschio con venatura di media larghezza distribuita in modo uniforme su tutta la superficie, il riccio è di acero a marezzatura stretta e debole le fasce sono di acero a marezzatura di media larghezza, il fondo è di acero di due pezzi con marezzatura discendente verso destra. Nella visione di profilo osserviamo la bombatura di media altezza, la linea centrale del fondo come del piano è pianeggiante; lo spessore del bordo nelle punte delle C e della nocetta è leggermente più in rilievo, le colonnine delle fasce sono sottili ma la superficie esterna originariamente doveva essere leggermente più larga, ciò si deduce da una lieve consumatura presente nella fascia superiore e inferiore soprastanti alle fasce delle C. La tecnica costruttiva di questo strumento si basa sull'uso della forma maschio e la modellatura del piano armonico come del fondo fatta sopra le fasce precedentemente costruite, infatti è bene visibile l'uniformi-
Violino Antonio e Girolamo Amati 1628
as the lower tongues, which are without hollow.
The ribbon that departs from the central pin of the scroll is a first wide then narrows. The carving of the spiral is not deep, and it is in correct balance with the depth of the back grooving. In the lower part of the back grooving we can see a roundness
Violino Antonio e Girolamo Amati.
tà della distanza tra la linea delle fasce e il bordo. Tale misura si mantiene costante anche nelle punte delle C le quali sono sottili e portate verso l'esterno inoltre nella visione frontale del piano armonico come del fondo si osserva la modellatura delle punte sottili, lunghe e spostate verso l'esterno. Di conseguenza a questa modellatura la filettatura (formata da un bianco centrale largo e da due neri sottili bene marcati) segue il contorno del bordo ad una distanza dalla linea esterna minore di quella tenuta sempre dalla scuola cremonese nei secoli successivi. Abbiamo anche le punte della filettatura larghe e sufficienti a ricoprire la superficie modellata e spostata verso l'esterno. Il taglio dei fori armonici è puro, dai due occhi superiori si staccano le linee esterne che si spostano verso il taglietto centrale con lo stesso stile come la parte inferiore; le due palette superiori nascono dai due occhi leggermente più piccoli ma sviluppano la stessa grandezza delle due palette inferiori che sono prive di sguscio. Dal perno centrale del riccio si stacca il nastrino della linea a spirale, prima leggermente più largo e successivamente sottile; la scavatura della spirale non è profonda ed è in giusto rapporto alla profondità della scannellatura posteriore: sempre nel lato posteriore del riccio nella parte bassa della scannellatura, osserviamo una rotondila in giusto rapporto alla rotondila della nocella; nella visione frontale il secondo giro della linea a spirale nella parte alta è leggermente inclinato verso l'interno e la parte sinistra è leggermente più bassa. Nella visione di profilo osserviamo lo stacco della linea a spirale dal perno che ha il movimento uguale alla linea sottogola (o luce). La vernice ha in profondità riflessi di colore giallo dominali dal bruno del legno e in superficie si noia un lieve slralo di colore rosalo. Violino con etichetta originale «Antonio e Jeronimus fr Amati Cremonen Andreae f il 1629»: questo violino suonato anche da David Oistrach ha un piano armonico di abele a venalura larga, è leggermenle più slrella al cenlro, il fondo è di acero di due pezzi a marezzatura stretla e debole, il manico acero privo di marezzalura ed ha
that corresponds to the roundness of the edge plate.
Examining the scroll once again from the front, we see that the second turn of the spiral line leans slightly inwards, and that to the left it is slightly lower. From the side, we note that the departure of the spiral line from the central pin has the same movement as the line under the throat, or the "luce". The varnish has deep yellow-gold reflections dominated by the brown of the wood itself; on the surface there is a light layer of reddish color. Violin with an original label "Antonio and Jeronimus fr Amati Cremonen Andreae 111 1629": this violin has been played by David Oistrach. The table is of fir with wide grain at the flanks that narrows in the center. The bottom is of two pieces of maple with faint, narrow curl. The neck is of plain maple with evident annual rings. The carv-
La viola da gamba tenore costruita da Antonio
e Girolamo Amati osservata da un gruppo di
visitatori
Visitors admire the tenor viola da gamba built
by Antonio and Girolamo Amati
marcata la venatura dei giri annuali. La scultura del fondo come del piano è contenuta nella volta, essa termina con uno sguscio tracciato da un filetto largo; le punte delle C sono modellate sottili e sporgenti verso l'esterno. Le punte della filettatura sono molto lunghe e sono state realizzate in questo modo per coprire la maggior parte della superficie modellata; è da osservare il giusto rapporto (esistente sempre in questi strumenti) tra la linea della paletta inferiore e la sua larghezza con la linea delle punte delle C e la loro larghezza. Nella visione di profilo le colonnine delle fasce sono sottili, la fascia della C è dominata dalla fascia superiore e dalla fascia inferiore; nel lato destro, la colonnina della fascia inferiore ha un allineamento verso la punta del piano armonico non corrispondente alle altre, tale differenza è dovuta a un restauro; lo spessore del bordo è leggermente più alto nelle punte delle C. Nella visione di profilo del riccio osserviamo che dal perno centrale si stacca in posizione alta la linea a spirale, il nastrino ha uno spessore più largo in prossimità del perno; la scavatura della spirale è profonda, vicino al perno centrale si snoda con una profondità minore fino alla superficie delle ganasce, la luce sottogola è larga e il movimento è in giusto rapporto all'inizio della linea a spirale: nella parte posteriore la linea esterna della parte bassa inizia con una ampia rotondila, la scavatura delle scannellature mette in rilievo il nastrino centrale e i due nastrini laterali. Violino Giovan Battista Guadagnini 1758: il materiale usato per la costruzione di questo strumento è: abete nel piano armonico a venatura uniforme distribuita su tutta la superficie; acero nelle fasce con la marezzatura inclinata lungo tutto il contorno dello strumento; il fondo è sempre di acero di un solo pezzo a marezzatura larga e debole; il riccio è di acero proveniente da un tronco diverso. Nella visione di profilo lo strumento si presenta con la scultura del fondo più alta al centro del piano armonico, che ha bene evidenziato la linea pianeggiante della sua superficie centrale; le colonnine delle fasce sono larghe, realizza-
ing of the bottom is not highly vaulted and ends in a hollow bordered by a wide pur-fling. The points of the "C" are fine and turned outwards. The points of the pur-fling are quite long and made to cover the greater part of the surface of the "C" point. As always in these instruments, there is a just balance between the line and size of the lower tongue of the f-holes, and the line and size of the "C" points. Seen from the side the rib points or corners are fine, the "C" rib dominates the upper and lower ones. On the right side of the instrument, the point of the lower rib can be seen to be in a different relationship to the table than the other ribs. This disparity is the result of a restoration. The border is slightly thicker at the points of the "C". Looking at the scroll from the side, we see that the spiral lines departs from the central pin at a high point, and that the ribbon is thicker near the pin. The spiral is deeply carved. The "luce" under the throat is wide; its movement corresponds well to the beginning of the spiral line. At the back, the external line near the bottom is quite full; the grooving throws into relief its central and side ribbons. Violin Giovan Battista Guadagnini 1758: the materials used in the building of this instrument include: uniformly grained fir for the table; for the ribs, maple with a sloping curl; for the back, a single piece of maple with broad, faint curl; the scroll, a piece of maple cut from a different log. This instrument, in profile, can be seen to be high at the center of the table, putting clearly in evidence the level central line. The points of the ribs are wide and constructed with the tecnique and in the style of Stradivari. The hollowing of both the table and the back is at its deepest along the purfling, which has a wide white strip and two narrow black ones. The points of the purfling are open; the border is wide and has a slight angle near the purfling. The lower tongues of the f-holes are stylistically different from the upper ones; the central cross cut is wide. The varnish has yellow in its depth, while on the surface the red is more visible.
Nella visione frontale del fondo così come del piano la maggiore profondità dello sguscio si ha nel punto dove passa il filetto; questo ha il bianco largo e i due neri sottili; le punte della filettatura sono aperte e il bordo è largo con un lieve angolo vicino al filetto. I fori armonici hanno una caratteristica paletta inferiore diversa nello stile dalla paletta superiore, il taglietto centrale è largo. La vernice ha in profondità il colore giallo mentre in superficie prevale il colore rosso. Viola A. Stradivari 1715: questa viola è stata costruita dal sommo maestro nel periodo d'oro; il materiale usato per la costruzione di questo strumento è di prima qualità, il riccio è di acero a marezzatura più debole (come spesso ritroviamo nelle opere di questo liutaio), il fondo è di acero a marezzatura larga e profonda formato da due pezzi a lisca di pesce voltata verso l'alto, le fasce sempre di acero hanno la marezzatura con l'inclinazione costante lungo tutto il contorno dello strumento, il piano armonico è di abete con venatura distribuita in modo uniforme su tutta la superificie. Il contorno della cassa armonica è caratterizzato da due linee pianeggianti, una superiore (in prossimità della nocetta) e l'altra inferiore (in prossimità del bottone), queste linee defluiscono verso le punte delle C che contenute nella sporgenza esterna seguono la verticalità dei giri annuali del piano armonico. Abbiamo la sensazione anche dalla linea interna della C che A. Stradivari abbia voluto limitare in fase di modellatura l'incisione dei giri annuali lasciando ad essi la maggiore lunghezza e ampiezza possibile come ricerca non solo di una linea estetica personalizzata nella visione ma mirante ad ottenere quel volume di suono che lo caratterizza. La scultura maestosa del fondo e del piano armonico termina in uno sguscio bene scavato. Questo da rilievo al bordo che, contornato da un filetto sottile, mette in rilievo nella chiusura delle punte il periodo d'oro di questo autore. Anche nei fori armonici abbiamo un taglio perfetto, lo sguscio della paletta è realizzato con profondità in giusto rapporto alla profondità del bordo e alla scultura del riccio,
Viola A. Stradivari 1715: this viola was built by the great maestro during his golden Period. First quality materials were used throughout. The maple used for the scroll has a fainter curl as is often the case in Stradivari's instruments. The back is of two pieces with a broad distinct curl descending from the joint. The ribs, also of maple, have slightly inclined but uniform curl. The table is of evenly grained fir. The resonance box is characterized by two level planes, one near the edge plate and one near the button at the bottom. These lines become more fluid as they near the points of the "C", that lean outward to a certain extent, and follow the vertical line presented by the annual rings on the table. We feel that A. Stradivari sought to limit the amount the cut off these annual rings, also in the internal line of the "C", leaving them as long and as full as possible in the search not only of a personalized line in terms of aesthetic vision, but also of great sound volume, that in fact characterizes this instrument. The masterly shaping of the back and table ends in a well-carved hollow, that throws into relief the border. Its narrow purfling, and the way in which the points close, speak to us of the Golden Period of this artist. The f-holes are perfectly cut; the hollowing of the tongues is deep and in true balance with the depth of the border and the carving of the scroll; it harmonizes with the external line fo the f-holes. Seen from the side, the points of the ribs are wide and the "C" rib dominates the upper and lower ones. The border is thicker at the points of the "C" and at the edge plate, that still retains its original shape. The ribbon of the scroll is widest at the point where it departs from the central pin. Also the carving of the spiral is deeper near the pin, to become shallower as it meets the sides of the peg box. The overall width of the ribbon is in correct balance with the width of the border. Seen from the back, the grooving of the scroll is deep, putting well in evidence the central and side ribbons. Two "baffetti" (mustaches) that close the rounded edge of the lower
esso mette in rilievo la linea esterna del taglio dei fori.
Nella visione di profilo le colonnine delle fasce sono larghe e con la fascia della C dominata dalla fascia superiore e dalla fascia inferiore; lo spessore del bordo è più alto nelle punte delle C e nella nocetta che conserva ancora la sua forma originale. Dal perno centrale del riccio si stacca il nastrino della linea a spirale con forma inziale più larga, lo scavo della spirale è profondo vicino al perno poi mentre si snoda vicino alle ganasce diminuisce di profondità; la larghezza complessiva del nastrino è in giusto rapporto alla larghezza del bordo; nella visione posteriore le due scannellature sono profonde ed evidenziano il nastrino centrale e i due nastrini laterali. Tipici e realizzati per la prima volta nella storia della liuteria da A. Stradivari sono i due baffetti tendenti a chiudere la rotondila della parte bassa delle due scannellature. La vernice anche se a tratti presenta delle consumature dovute all'usura del «tempo vita» si manifesta originale, il giallo oro nella profondità si unisce al colore bruno del legno stagionato nel tempo, il rosso in superificie si modifica con il cambiare della intensità della luce del mutare e dell'angolo visivo. Questa viola è una delle opere più importanti del sommo maestro, è lo strumento che ha riscosso maggiore successo in questa mostra. Termina qui la prima parte della visita guidata alla mostra «Stradivari e i grandi liutai Cremonesi dall'U.R.S.S.». Nel prossimo numero sarà pubblicata la seconda parte con analisi dei seguenti strumenti: violoncello Francesco Stradivari, violoncello Andrea Guarneri, violoncello Nicola Amati, violoncello Carlo Bergonzi, violoncello Ruggeri, violino ignoto cremonese, pochette ignoto cremonese, viola da gamba tenore Antonio e Girolamo Amati, violino Andrea Guarneri, viola Andrea Guarneri, e la viola Antonio e Girolamo Amati.
Viola A. Stradivari: particolare la punta
sinistra della C
Viola A. Stradivari: detail of the point of the
left C
grooving are an introduction of A. Stradivari, used by him for the first time in the history of violin making. The varnish, though in places worn away by time, is original; the golden-yellow in the depths blends with the brown of seasoned wood. The red on the surface seems to change with the intensity of the light and the visual angle. This viola is one of the maestro's greatest works, and was the most appreciated instrument in this exhibit. Here ends the first part of our guided tour of the exhibit "Stradivari and the great Cremonese violin makers from the U.S.S.R.". In our next issue we will continue with an analysis of the following instruments: violoncello Francesco Stradivari; violoncello Andrea Guarneri; violoncello Nicola Amati; violoncello Carlo Bergonzi; violoncello Ruggeri; anonymous Cremonese violin; anonymous Cremonese pochette; tenor viola da gamba Antonio and Girolamo Amati; violin Andrea Guarneri; viola Andrea Guarneri, and viola Antonio and Girolamo Amati.

 
Previous page
 
 
 
© Copyright 2010 Arte Liutaria All Rights Reserved. No part of this pages or images may be reproduced or utilized in any form or by means without permission in writing from Arte Liutaria.
 
 
 
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 2001.