A sinistra quadro di
Richard Mauri.
 
On the left
Richard Mauri Painting
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STORIA DELLA POSTURA DEL VIOLINO DALLE ORIGINI ALLA SCUOLA RUSSA
Di
Michelangelo Ercolini
HISTORY OF VIOLIN POSTURE
FROM THE ORIGINS TO THE RUSSIAN
By
Michelangelo Ercolini
Il violino appare verso la metà del 1500 ed è diretto discendente della viola da braccio ed in quanto tale, alla sua nascita, ne eredita la tecnica. Agli albori era una tecnica molto primitiva , che permetteva appena di eseguire piccole melodie popolari. Soltanto più avanti con l'adozione del violino da parte della musica colta questo strumento troverà il suo sviluppo tecnico. Inizialmente il violino per poterlo suonare veniva sostenuto dal manico con la mano sinistra, mentre la cassa armonica veniva appoggiata contro il petto. L ' archetto, ovviamente sorretto dalla mano destra, veniva tenuto da tutte le dita, ossia avvolto dal pugno insieme ai crini che erano fissati alle due estremità in maniera statica, per cui avevano sempre la stessa tensione piuttosto labile e per poterla aumentare non c' era altro rimedio che fare una contro-pressione col pollice. Questo modo di tenere lo strumento andò avanti con il tempo, tanto che viene citato ancora verso il 1654 nell'opera: "A Breefe Introduction to the Skill of Musick" di John Playford (1623 - 1686). Ancora più tardi nel 1722 nell' opera intitolata " Compleat Musik Master " di B.T (Thomas Brown?). Con Francesco Geminiani (1674-1762) grazie al suo metodo " ART DU VIOLON" pubblicato nel 1752 abbiamo la testimonianza del modo di suonare di quell'epoca, dello sviluppo tecnico raggiunto dal violino, nonchè della maniera di tenere lo strumento. Geminiani nel suo metodo consiglia di tenere il fondo del violino appoggiato sulla clavicola contro il collo e con il manico rivolto verso il basso, mentre l'arco, che nel frattempo si era evoluto arricchendosi dell'alzo a cremagliera ( un congegno che permetteva di regolare la tensione dei crini facendo scorrere il tallone longitudinalmente alla bacchetta agganciato appunto ad una cremagliera posta sulla parte superiore della stessa) veniva tenuto con tutte le dita della mano simile alla maniera moderna con la presa al di sopra del tallone e con la prima falange dell'indice che aggancia la bacchetta. Leopold Mozart (1729-1787) nel suo "VIOLINSCHULE" pubblicato nel 1756 indica di tenere il violino tra spalla e mascella a destra della cordiera sempre con il manico rivolto verso il basso, e l'arco (nel frattempo dotato dell'alzo a vite ) tenuto con tutte le dita verso il tallone con l 'indice che appoggia con l' articolazione della seconda falange. Nel metodo di Bartolomeo Campagnoli (1751 - 1827) pubblicato nel 1791, viene illustrato in modo molto dettagliato l' approccio che la scuola italiana aveva a quel tempo con il violino. Ve ne proponiamo alcuni passaggi: MODO DI TENERE IL VIOLINO E MANEGGIO DI ESSO. 1) Maneggiando il violino è d' uopo far attenzione a tre cose : a)Trattarlo nella minor fatica ed il menomo possibile incomodo. b) Situare la mano nel modo più favorevole, alla facilità ed alla intonazione. c) Posare le dita in maniera che il suono scaturisca forte e chiaro. 2) Si mette il fondo del violino sulla clavicola della spalla sinistra, appoggiando leggermente il mento sul coperchio dalla parte della quarta corda, precisamente vicino alla cordiera. 3)E' necessario non serrare di troppo il mento contro la clavicola e non tenere il violino in una maniera forzata, ma bisogna dirigerlo di modo che la testa del suonatore si mantenga più dritta che sia possibile. 4) Come pure il piano del violino non deve essere orizzontale, ne affatto diritto, ma conviene sia rivolto un poco verso la faccia del sonatore in modo che la quarta corda si trovi in alto e il cantino in basso. 5) Il manico del violino deve appoggiare in modo da trovarsi situato piuttosto sul pollice che sull'indice, osservando che tra il concavo della mano ed esso manico , vi sia spazio da potervi passare almeno un dito. (V. tav. seconda n°6).
The fiddle appears around 1550 and it directly derives from the arm viola and, as such, on its birth, it inherits the same technique. At the beginning it was a really gross technique, only allowing to perform simple popular melodies. Later, as the cultured music adopts the violin, this instrument will find its technical development. Initially, in order to play it, the violin was kept up for the neck with the left hand as the body was pinned against the chest. The bow, obviously held with the right hand, was grasped with all the fingers, wrapped within the whole fist along with the hair that was statically fixed to the bow’s endings, making them always have the same feeble tension, that had to be increased with a counter pressure of the thumb. This way to hold the instrument survived for a long time, as it’s mentioned, in 1954, in “A brief introduction to the skill of music” by John Playford (1623 – 1686). Further more lately in 1722 in the essay “Complete music master” by B. T. (Thomas Brown?). With Francesco Geminiani (1674-1762) and his method “Art du violon”, printed in 1752, we have witness of the playing style of that period, of the technical development reached by the violin, nonetheless the way to hold the instrument. Geminiani, in his method, suggests to pin the bottom of the fiddle against the collarbone with the neck facing downwards, while the bow (that evolved gaining the “frog” to fix the tension of the hair as it can slide longitudinally, hooked to a gauge line placed on its upper part) was held with every finger (alike we do nowadays, with the grasp over the frog and with the first phalanx of the index hooking the stick). Leopold Mozart (1729-1787) in his “VIOLINSCHULE”, printed in 1756, suggests to hold the fiddle between the shoulder and the maw, to the right of the tailpiece, still with the instrument facing down and the bow (that has added the screw rise in the meanwhile) held with the fingers to the frog with the index leaning with the joint of the second phalanx. In the method of Bartolomeo Campagnoli (1751-1827) printed in 1791, it’s shown in a pretty detailed way the Italian school approach to the violin of these times. Here there are some passages: HOW TO HOLD THE VIOLIN AND ITS HANDLING: 1) Handling the violin it’s convenient to take care about three things: a) deal with it with the least fatigue and trouble; b) Place the hand in the best way possible to be at ease and for the tuning; c) Place the fingers so that the sound comes out strong and clean. 2) Pin the bottom of the fiddle against the left shoulder collarbone, softly leaning the chin on the cover to the 4th string side, near the tailpiece. 3) It’s necessary not to press the chin against the collarbone too firmly and not to hold the violin in a forced position, but it should be directed so that the head of the fiddler is as much straight as possible. 4) The violin’s plane mustn’t be horizontal nor straight but it’s convenient for it to face the player’s face a little, so that the 4th string stands over the 1st string. 5) The violin’s neck should lean more on the thumb than on the index, noticing that between the concavity of the hand and the violin neck itself there is enough room to fit a finger in.
Tav. 2 (fig. 1-7)
6) Non conviene mai premere coll'indice il manico contro il pollice , ma bensì tenendo con tutta la leggerezza possibile. 7) La giuntura della mano deve essere ben piegata in dentro, guardandosi che il palmo non tocchi il manico ed anzi ne resti lontano il più possibile. 8) Il rovescio della mano deve essere rivolto verso il corpo del suonatore al di fuori del manico facendo un movimento opposto di contro al gomito. 9) Fa d'uopo tenere il gomito rivolto il più che sia possibile al centro del corpo, in modo che la punta si trovi in mezzo al petto, se è necessario si può anche appoggiare il gomito. Bisogna pure fare attenzione di non tenere il violino ne troppo alto ne troppo basso, ma vedere sia collocato in modo che il coperchio del manico corrisponda presso a poco al mezzo del petto. 10) La parte superiore del braccio presso la spalla si appoggia leggermente alla prima costa del petto ove deve riposare e restare sempre immobile. 11) Quando la mano sarà posta a suo luogo non dovrà mai scostarsene (eccetto il caso d' un cambiamento di posizione) ma avanzare e ritirare le sole dita secondo le varie combinazioni senza il minimo movimento. Passando all'arco Campagnoli insegna la posizione in cui la bacchetta passa sotto la prima articolazione dell'indice con le altre dita che si distendono sopra di essa un po' al di sopra del tallone, e si prodiga di raccomandare dei curiosi suggerimenti : < per essere certi di tenere l' arco e distribuire esattamente le dita sulla bacchetta, si facciano tre piccole incisioni concave per appoggiare il pollice, l'indice e il mignolo, le altre si accomoderanno di conseguenza. Per evitare poi il difetto di condurre male l'arco, si attacchi una funicella così come si vede nella tavola 1°- n° 3.
5) The violin’s neck should lean more on the thumb than on the index, noticing that between the concavity of the hand and the violin neck itself there is enough room to fit a finger in. 6) The index should never press the fiddle’s neck against the thumb, but otherwise holding it as softly as possible. 7) The joint of the hand must be well bent to the inside, keeping in mind that the palm mustn’t touch the neck, but stays as far as possible from it. 8) The back of the hand must face to the body of the player outwards from the neck of the fiddle, making a control movement opposite to the elbow. 9) It is necessary to keep the elbow as much as possible in the middle part of the body, so that the point stands in the middle of the chest’s height; it is possible to even lean the elbow when necessary. It is important even to check the violin’s height, that must be held not too high nor too low, but check if it’s placed in a way so the cover of the neck stands in the whereabouts of the centre of the chest. 10) The upper part of the arm, around the shoulder, leans softly to the first rib when it has to rest, and stand still immobile. 11) When the hand stands at its place it should never leave it (but in case the position has to be changed) and only move the fingers forwards and backwards following the various combinations without the least movement. Talking about the bow, Campagnoli teaches the position in which the stick passes under the first joint of the index with the other fingers that stretch over it a bit above the frog, and minds to recommend some curious advices: “to be certain to hold the bow and exactly distribute the fingers on the stick, three little concave incisions should be made to lean the thumb, the index and the little finger over them, the other fingers will follow. Next, to avoid the imperfection of a wrong bow conduction, a little string should be attached as shown in board 1 picture 3.

Tav.1 fig.3

Mentre la scuola violinistica italiana continuava ad avvalersi degli insegnamenti del Campagnoli ed in qualche modo, così facendo fermando la sua crescita , in Germania la scuola violinistica conosceva un notevole sviluppo con Luis Sphor (1784 - 1859).

Il " Metodo per violino" di Sphor, pubblicato nel 1832, è molto dettagliato e piuttosto innovativo, vi si trovano oltre che approfondimenti tecnici, consigli riguardanti la scelta sia dello strumento che dell' arco e della loro custodia e manutenzione . Del modo di tenere il violino e l' arco dice: Si appoggia l' orlo inferiore del fondo del violino sulla clavicola sinistra, e lo si tiene fermo comprimendolo col mento. La manca spalla s'avanza un poco e piegasi verso destra (facendo un angolo di 25 in 30 gradi) per sostenere la parte posteriore dello strumento (vedi fig.1° della tav. 3° ).

While the Italian violin school kept on using the teachings of Campagnoli, someway stopping its development,  in Germany the violin school got to know a great advance with Luis Sphor (1784 – 1859).

The “Method for the fiddle” by Sphor, printed in 1832, is very detailed and quite innovative, there are technical details other than hints about choosing instrument, bow and their case, and about maintenance as well. About the way to hold the fiddle and the bow, he says: “Lean the lower edge of the violin bottom on the left collarbone, and keep it still with a pressure of the chin. The left shoulder should advance a little and bends to right (forming a corner of 25-30 degrees) to sustain the back part of the violin (board 3 picture 1).
Tav.3

La mano sinistra regge il manico del violino fra il pollice e l ' indice, tenendo senza forza tra la prima articolazione del pollice e la terza dell ' indice, in guisa che non possa cedere fra i mentovati due diti (vedi la mano sinistra della fig. 2° tav. 3°).

The left hand holds the neck of the violin between the index and the thumb, keeping it up with no strength between the first thumb joint and the third index joint, so that it won’t fall between the two foresaid fingers (see the left hand in board 3 picture 2).

Tav.2

La parte della mano dove è il mignolo, deve accostarsi quanto più è possibile alla tastiera, affinché lo stesso dito mignolo egli altri diti, colle articolazioni piegate, cadono a martello sulle corde. Il palmo e l ' articolazione della mano si devono tenere distanti dal manico. Finalmente si tira in dentro il gomito del braccio sinistro sino che venga a corrispondere al mezzo del violino,ma non lo si appoggi contro il corpo, perché il manico dello strumento verrebbe così a riuscire troppo inclinato (vedi la fig.2 della tav. 3°), l ' arco si tiene coi cinque diti della mano destra (vedi nella tav. 3° le fig. 3° e 4°. e la mano della fig. 2°).

The part of the hand where the little finger is must approach as much as possible to the keyboard, so that the little finger itself and the other fingers as well, with their joints bent, fall on the strings perpendicularly. The palm and the hand joint should be kept to a distance from the neck of the fiddle. At last the left elbow should be pulled inwards until it matches with the middle of the fiddle, without leaning it against the body, or the neck of the instrument would be too much inclined that way (see board 3 picture 2).

Tav.3

Si appoggi la bacchetta dell'archetto, presso la vite, l ' estremità del pollice debitamente curvato di contro al dito medio, l ' indice e il medio si collocano in guisa che la bacchetta dell'archetto posi nella piegatura della prima articolazione di essi diti, e si lascino cadere naturalmente sulla bacchetta medesima il dito mignolo ed il quarto, tenendo tutte le estremità delle dita così vicine fra loro, che non vi resti spazio tra mezzo. Infine si procuri che tutta la mano ondeggi leggiadramente, e che le giunture non offrano nessuna sgradevole prominenza (vedi le fig.2°e 4° della tav. 3°). Ora si ponga l ' estremità superiore dell'archetto coi crini sulle corde, in distanza di circa un pollice dal ponticello, e colla bacchetta un po' inclinata verso la tastiera. Si tenga la piegatura della mano alta, ma il gomito basso e quanto si può più vicino al corpo. Il corpo poi deve essere diritto, ma libero e sciolto: il viso rivolto al leggio, in modo che gli sguardi cadano sulla tavoletta, e la mano sinistra corrisponda alla carta da musica (vedi la tav. 2°). A questo punto il violino viene dotato di un accessorio a dir poco rivoluzionario . Esso risolverà, almeno in parte, il problema di reggere il violino e sarà chiamato mentoniera. L' inventore di questo nuovo attrezzo pare sia stato proprio Spohr, e a tal proposito ne riportiamo qui la descrizione fatta dallo stesso nel suo Metodo: Nell'inferiore parte dello strumento rappresentato nella fig. 1 tav. 1 sopra la cordiera osservasi un nuovo congegno da me inventato, e chiamato PORTAVIOLINO la cui utilità comprovata dal decennale esperimento fattone non da me solamente, ma dai numerosi miei scolari e da altri professori, mi autorizza a dirne qui alcune parole.

Lean the stick of the bow, to the screw, the tip of the thumb bent opposite to the medium finger, index and medium placed so that the stick of the bow stands in the bent of the first joint of these fingers, leaving the little finger and the ring finger freely lean on the stick, keeping the fingertips so close not to leave any free room between them. At last, let the whole hand swing nicely, so that joints won’t make any unpleasant protruding. Now, place the upper end of the bow with the hair on the strings, an inch away from the bridge, and with the stick leaning a little towards the keyboard. Keep the bent of the hand high and the elbow low and as much as possible near to the body. The body must be correctly erected, but free and relaxed: face towards the music stand, so that you can look at the board, and the left hand matches with the music sheets (See board 2). At this point the violin acquires a revolutionary accessory. It will solve, in part at least, the problem to keep the fiddle and it will be the chin rest. Its inventor should have been Sphor himself, so here you are a description he’s made of it in his own method: In the lower part of the instrument represented on board 1, picture 1, you can see, over the tailpiece there is a new device I’ve invented, called CHIN REST whose utility is proven by a ten years of experimentation not only by me solely but even from the numerous pupils I have and from other professors gives me the possibility of saying some words about it.

Tav.1

L' esecuzione dei pezzi di scuola nuova per violino, la quale costringe la mano a cambiare così spesso posizione, rende anche assolutamente necessario che il violino sia tenuto ben fermo col mento. Far ciò senza uno sforzo dispiacevole agli spettatori, e senza chinare soverchiamente la testa, il che è brutto a vedersi, porta con se grandissime difficoltà, si che si appoggi il mento a destra o manca della cordiera, od anche precisamente sopra di essa. Corresi sempre rischio inoltre che nel rapido correre della mano sinistra dalle più alte posizioni ad altre più basse, il violino non sfugga disotto il mento, o che dal movimento dell'istrumento non venga ad essere scompigliato il regolare andamento dell'archetto. A tutti questi inconvenienti perfettamente rimedia il PORTAVIOLINO, ed inoltre esso assicura con facilità il saldo mantenimento del violino al suo luogo, presenta anche questo vantaggio, che il suonatore non è più costretto di appoggiare col mento sulla tavola o sulla cordiera, e di privare così quelle parti della loro oscillazione e pregiudicare la forza e la bellezza dei suoni . Procura, ancora questo congegno maggior libertà e regolarità nell'andamento dell'archetto, così che, per esso viene il violino ad essere tenuto precisamente nel mezzo, sopra la cordiera, ed un po' più lontano dal viso. A vantaggio di chi non avesse veduto questo mio congegno, e desiderasse farlo adattare al proprio violino, ne darò qui brevemente la descrizione. Il portaviolino, di quella precisa forma che la fig. 1. rappresenta, veduto da diverse parti n° 1,2,3, è fatto di legno d ' ebano, e fermato al violino per mezzo di un cavicchio(a) il quale s ' introduce nel foro prima occupato dal bottone, La corda alla quale è assicurata, la cordiera cinge il cavicchio passando in due incavature(b) espressamente praticate. Il nodo(c) si allaccia sopra la cordiera, in guisa però che non tocchi il PORTAVIOLINO. In questo è fatta un' altra incavatura trasversale (d) nella quale si adattano così quel piccolo risolto su cui passa la corda che tiene la cordiera, come l' orletto del violino, in guisa che il PORTACORDE perfettamente combaci colle fasce dell'istrumento e non faccia per così dire che un corpo solo con esso. Il circolare piano superiore del PORTACORDE è leggermente concavo nel mezzo(e) affinché il mento possa più comodamente giacervi e comprimerlo. Finalmente il cavicchio deve andar bene stretto nel foro in cui passa, onde non possa venire strappato dalla vigorosa tensione delle corde Dopo la buona affermazione della scuola tedesca, la quale con le sue innovazioni contribuisce a migliorare il modo di suonare il violino, di lì a poco si affaccia la scuola franco-belga con De Beriot (1802-1859) acclamato concertista e compositore ed insigne didatta autore fra l'altro di un importante " Metodo per violino", edito nel 1858 dove egli spiega esaurientemente il modo di tenere lo strumento e l' atteggiamento che il violinista deve tenere: ATTEGGIAMENTO 1) Alzare il leggio in modo che la sua parte superiore sia quasi all'altezza dell'occhio. 2) Mettersi dirimpetto alla pagina sinistra della musica. 3)Il piede sinistro situato quasi in linea parallela col leggio e un poco rivolto in fuori. 4) Il piede destro un poco più avanzato e diretto verso l ' angolo destro del leggio, i calcagni allontanati l ' uno dall'altro di dieci o dodici centimetri. 5) Il corpo diritto ed appoggiato sopra la gamba sinistra evitando però di far sporgere l ' anca. MODO DI TENERE IL VIOLINO 1) Il violino sia posto sulla clavicola sinistra, appoggiato contro il collo e sostenuto dal colletto dell'abito e del panciotto che lo fanno inclinare naturalmente verso destra. I fanciulli, che, per i loro abiti leggeri, sono privati dell'appoggio del colletto possono surrugarlo con un fazzoletto o con un cuscinetto a fine di evitare il brutto vizio di alzar la spalla per sostenere l ' istrumento. 2) La pressione del mento deve dividersi tra il tiracorde e la tavola, ma senza eccesso: però deve essere abbastanza forte perchè il violino non sfugga a cagione dei movimenti della mano sinistra. 3) Il violino posto orizzontalmente e in linea diretta col piede sinistro. MODO DI TENERE IL BRACCIO E LA MANO SINISTRA 1) Il gomito situato sotto il mezzo del violino. 2) Sostenere il manico del violino senza troppo serrarlo tra la prima falange del pollice e la terza dell' indice, mantenere questa posizione affinché il manico non possa cadere sopra la parte carnosa del pollice che tocca il palmo della mano. 3) Nella prima posizione il pollice deve corrispondere tra il La naturale ed il Si bemolle della quarta corda. 4) Il pugno sia in una posizione leggera e naturale e presso a poco in linea retta con l' avambraccio; evitare di indietreggiarlo nelle estensioni del mignolo. MODO DI TENERE L ' ARCO 1) L ' arco si tenga con tutte le dita contro la bietta. 2) La bacchetta sostenuta trasversalmente dalla giuntura della prima e seconda falange dell'indice fino all'estremità del mignolo. 3) Il pollice, corrispondendo tra il dito medio e l' anulare, non sia ne' piegato ne' troppo teso, ma situato sulla punta in modo che la bacchetta tocchi l' unghia verso la sua metà. Le dita non siano ne' serrate, ne' tese, ne' allontanate. 4) Il pugno, per conservagli la sua leggerezza, deve essere in linea retta coll'avambraccio di modo che possa dominare continuamente la bacchetta. 5) Allorché l' arco è alla punta, il gomito sia all'altezza del pugno, ma non mai più elevato di esso. 6) L' arco sia fatto perpendicolare alla corda e la bacchetta leggermente inclinata verso la tastiera. Nei passi di forza o nei colpi d'arco balzati si abbia cura di drizzare la bacchetta per evitare che essa tocchi la corda. 7) Spingendo l' arco verso l' alto si pieghi gradatamente il polso finchè arrivi alla altezza della bocca. N.B. Consultare le varie figure proposte a modello.

The execution of the new school pieces for the violin, that makes the hand change position so many times, makes it absolutely necessary that the fiddle is kept still in position with the chin. To do that without any unpleasant (for the spectators) effort, and without over-bending the head down – which is unpleasant to see – carries very big difficulties along, either if the chin is placed on both sides of the tail piece, or even right over it. There always is the risk that with the swift movements of the left hand from the highest positions to the lower ones the violin could slip from under the chin, or for the movement of the instrument itself the regular swinging of the bow could result disturbed. To all of these problems it gives a solution the CHIN REST, granting a still and easy fix of the violin to its place, and it even grants the player the possibility of resting his chin not on the board or on the tail piece, prejudicing the vibrations and so the beauty and the strength of the sounds. This device brings even more freedom and regularity in the movements of the bow, so that, thru it the fiddle is held right in the middle over the tail piece and a bit farther from the face. As advantage for the ones who haven’t seen this device of mine yet, and would like to fix it to their own violins, I’ll shortly give a description of it here. The chin rest, of the same shape picture 1 represents, seen from different point of views (n. 1, 2, 3), and it’s made of ebony, kept still to the fiddle with a cable(a) that is inserted in the hole previously occupied by the button. The string to which the tail piece is fixed upon encircles the cable going into two dents(b) made on such purpose. The knot(c) is tied over the tail piece, so that it won’t touch the chin rest. In this another transversal dent(d) is made, over the tiny lapel on which the string passes on, as the edge of the violin so that the tail piece fits perfectly with the linings of the instrument, becoming one with it. The rounded upper face of the tail piece is slightly concave in the middle (e) so that the chin can comfortably lay over it and press on it. At last, the cable must have a solid grasp on the hole which it passes thru, not to get ripped of from the strong tension of the strings. After the good affirmation of the German school, which has contributed to make the art of playing the violin better with its innovations, it makes its appearance the French-Belgian school with De Beriot (1802-1859), acclaimed concert performer, composer and outstanding teacher, author among other things of an important “Method for the fiddle”, printed in 1858 where he explains in details how to hold the instrument and the behaviour the fiddler must keep: BEHAVIOUR 1) Rise the music stand so that it’s upper part almost matches with the height of the eye. 2) Place yourself right in front of the left music sheet. 3) The left foot is almost parallel to the music stand, pointing outwards a little 4) The right foot should be a bit more advanced and pointing the right corner of the music stand, the heels are 0.4~0.45 inches distant from each other 5) The body is erect and leaning on the left leg, minding not to let the ankle protrude. HOW TO HOLD THE VIOLIN 1) The fiddle must be placed on the left collarbone, leaning against the neck and kept up by the collar of the dress and waistcoat that will naturally make it lean to the right. Children that, for their light dressings, don’t have a collar, can surrogate it with a handkerchief or with a little cushion, to avoid the unpleasant bad habit of rising the shoulder to keep the instrument up. 2) The pressure of the chin must split between the tailpiece and the board, without exceeding it, yet strong enough so that the violin won’t slip off because of the movements of the left hand. 3) The fiddle is held horizontally and aligned with the left foot. POSITIONS FOR THE ARM AND THE LEFT HAND 1) The elbow is placed under the half of the violin. 2) Sustain the neck of the fiddle without holding it too tight between the first thumb phalanx and the third index phalanx, keeping this position so that the neck won’t fall over the fleshy part of the thumb that touches the palm of the hand. 3) In the first position the thumb must match between the natural A and Bb of the 4th string. 4) The fist should stay in a delicate and natural position and more or less aligned with the forearm; avoid to bring it backwards in the little finger extensions. HOW TO HOLD THE BOW 1) Keep all of your fingers on the frog. 2) The stick should be kept obliquely by the joint of the first and second phalanx of the index to the tip of the little finger. 3) The thumb, corresponding between the medium and the ring fingers, shouldn’t neither be bent nor too extended, but placed on the tip so that the stick touches the nail to its half. Fingers should never be locked up, nor tense, nor distant. 4) The fist, to keep its lightness, should be parallel with the forearm so that it can dominate the bow constantly. 5) Whenever the bow is to the tip, the elbow ought to be as high as the fist, but never be higher. 6) The bow should be perpendicular to the strings and the stick slightly inclined to the keyboard. In the stronger steps or with bow hits, have care to raise the stick to avoid touching the strings with it. 7) Pushing the bow upwards, gradually bend the wrist until it reaches for the mouth height. NOTE: Consult the several figures purposed as models.

 

Come si è scritto in precedenza , L. Spohr fu l' inventore della MENTONIERA che egli chiama PORTAVIOLINO, ma è interessante vedere come De Beriot risolve a suo modo il problema della tenuta del violino tra mento e clavicola. A tal proposito egli inventa un altro congegno che denomina NUOVA MENTONIERA , e sempre nel suo METODO, ne illustra le caratteristiche: << Una cosa, che sempre ci preoccupò, è la maniera di tenere il violino tra il mento e la clavicola. Abbiamo osservato, (come ha potuto ogni violinista) che quella specie di morsa che il mento e la spalla sono costretti a formare, per ritenere il violino allorquando la mano sinistra passa da una ad altra posizione, cagiona allo strumento dei danni irreparabili. Il fregamento del mento toglie al violino una parte della sua vernice,(come si può vedere sopra un violino qualsiasi che sia stato molto adoperato) ne consuma il legno impregnandolo di quella umidità, che la pelle ha sempre, e che aumentasi sempre nel suonare. Inconveniente più grave ancora è la pressione che l' artista è costretto a fare e che egli aumenta ancora per timore che il violino gli sfugga dal collo, la quale equivale ad un sordino e toglie allo strumento una parte delle vibrazioni. Inoltre gli sforzi che fa colla spalla il violinista per tenere il suo violino, gli tolgono ogni facilità ed ogni grazia. Si vedono perfino artisti adoperare il fazzoletto a modo di cuscinetto per assicurare lo strumento. Si è sempre tentato, ma fino ad oggi invano, di trovar riparo a questo inconveniente. Tuttavia in Germania si è provato una specie di piattellino sul quale s' appoggia il mento senza toccare alla tavola armonica e senza premervi sopra; ma sia per il peso o per l' ineleganza di questo ordigno, gli artisti non l' hanno accettato. Noi crediamo altresì che principale difetto di questo trovato era di allontanare l' artista dal suo strumento: e si sa che ogni esecutore ama sentire il suo strumento e di far, per così dire, corpo con esso. Ciò aiuta la ispirazione. I detti inconvenienti ci hanno fatto scoprire, dopo molte prove, un mezzo semplicissimo, della cui efficacia ogni giorno più ci congratuliamo. Consiste il nostro apparecchio in una piccola piastra d' ebano, fissata sotto o sopra il violino. Un pezzo di carta della grandezza del legno è incollato anzitutto sul violino, la qual cosa permette di staccarla senza nuocere allo strumento. La parte superiore essendo abbellita da piccoli ornati in rilievo nell'ebano, impedisce senza alcuno sforzo al violino di cadere e dà con ciò all'artista una grande sicurezza negli spostamenti della mano sinistra. L' abitudine toglierà a questa piccola appendice del violino quello che di poco aggraziato potesse a primo aspetto avere. Poco ci occorre dire per distrugger questa obbiezione. Nell'esecuzione questo ordigno è dissimulato dal mento e non può offendere la vista; in ogni altro caso sta nel suo astuccio.

As we stated earlier, L. Spohr was the inventor of the CHIN REST which he used to call VIOLIN HOLDER, but it’s interesting to see how De Beirot solves in his own way the problem of the hold of the fiddle between chin and collarbone. For such a purpose he invents another device that he names the NEW CHIN REST, and always into his METHOD, he shows its features: “One of the things that always bothered us is how to hold the violin between chin and collarbone. We have observed, (as every fiddler could) that this kind of grip that the chin and the shoulder are obliged to perform to hold the violin every time the left hand skips from a position to another, brings irreparable damages to the instrument. The grinding of the chin scratches some of the paint from the violin (as we can notice on every overused violin), consumes its wood absorbing with that wetness that the skin always has, and that always increases while playing. A worse inconvenience is the pressure that the artist is obliged to make and that is increased for the fear that it could slip away from the neck, that equals to a damper and takes from the instrument a part of its vibrations. Then the efforts that the fiddler makes with the shoulder to hold the violin take him/her grace and comfort. There even are artists that use the handkerchief as a sort of cushion to have a better hold of the instrument. Many have tried, in vain till now, to fix this inconvenience. Anyways, in Germany a sort of tiny plate where to lean the chin upon without touching the harmonic table and without pressing on it; but for both the weight and inelegance of such a device, artists haven’t accepted it. We believe otherwise that the main flaw of this device was to move the artist away from his/her instrument: and it’s known that every player loves to feel his/hers instrument and to be metaphorically one with it. That would help inspiration. Such inconveniences have let us understand, after many tries, a very simple device, of which potency we congratulate ourselves about every day. Our device consists in a little ebony plate, fixed under or over the violin. A piece of paper as big as the piece of wood is stuck first on the fiddle, so that it can be removed without damaging the instrument. The upper part, being refined with little ornaments in relief in the ebony, prevents with no effort the violin from falling and gives with it a big safety in the movements of the left hand. The habit will remove from this tiny appendage of the violin any awkwardness it could have on a first glance. A few must be said to obliterate this objection. In the execution this gadget is glossed over by the chin and won’t offend the sight; in every other moment it stays within its own case.

 

La cieca pratica essendo l' antitesi del progresso, non si può che guadagnare coll'emanciparsi da essa, e la logica vuole che si sperimentino le riforme prima di respingerle. >> Come si può notare da quando il violino viene suonato, l ' intento dei tanti didatti che si sono succeduti attraverso i secoli è sempre stato quello della ricerca del modo più naturale di suonare questo strumento, dando modo così allo stesso di progredire nelle proprie caratteristiche tecnico-espressive. A questo scopo ha contribuito in maniera significativa la così chiamata SCUOLA RUSSA la cui paternità viene attribuita al violinista ungherese Leopold Auer (1845 - 1930) il quale può annoverare tra i suoi allievi, violinisti di grandissima statura come Elman, Heifetz, Milstein solo per citarne alcuni. L. Auer raccomandava nel suo "Graded Course of Violin Playing" pubblicato nel 1926 da; Ed. Carl Fischer - New York, di tenere il violino in posizione alta ; ossia con il fondo appoggiato sulla spalla sinistra e con la chiocciola all' altezza del naso, questo per facilitare la caduta delle dita della mano sinistra perpendicolarmente alle corde in modo naturale. Inoltre questa posizione dello strumento assicurava un suono più chiaro e più bello. Allo scopo di facilitare detta posizione egli consiglia l' uso della spalliera.Ed ancora; per tenere il violino in questo modo senza grande sforzo ,il corpo dell'esecutore dovrà avere una posizione il più possibile comoda, con le gambe leggermente divaricate in modo che i piedi si trovino posizionati in linea con le spalle. Vedi fig.1. LA SCUOLA RUSSA si distingue inoltre per l' innovazione del modo di tenere l' arco; il punto d' appoggio dell'indice sulla bacchetta sarà tra l' articolazione della seconda e terza falange, mentre le altre dita avvolgeranno la bacchetta, tranne il mignolo che ne rimarrà appoggiato con la sua estremità, mentre la punta del pollice andrà a sistemarsi sul nasetto del tallone. In epoca più recente questa posizione è stata un po' modificata, ovvero; è stato abbandonato il contatto del pollice sul tallone in favore dell'appoggio di esso direttamente sulla bacchetta , con lo scopo di avere il pollice in posizione centrale rispetto alle altre dita, di modo che possa avere una funzione di vero e proprio fulcro. In questo modo si otterrà una presa dell'arco del tutto naturale dove le dita si troveranno ad avere molta flessibilità, trasmettendo così con naturalezza tutto il peso del braccio sulle corde e donando al dito mignolo quella funzione attiva che lo fa essere molto prezioso nelle arcate verso il tallone.Vedi fig.2e3. I principi dettati da Auer ed i miglioramenti successivi apportati dai suoi discepoli hanno giovato ai violinisti moderni non solo a risolvere con più facilità le difficoltà tecniche, ma anche a preservarli da molte delle malattie cosiddette professionali, a cui essi vanno incontro nel corso della loro carriera. Partendo dalla postura del violinista così come ci viene dettata da Auer ed illustrata in precedenza, troviamo il modo più conforme anatomicamente di tenere lo strumento, da qui ne risulta un beneficio alla colonna vertebrale, la quale rimane ben allineata al dorso, senza subire pericolose inclinazioni che possono portare poi a brutte forme di scoliosi. Inoltre questa posizione facilita la buona impostazione della mano sinistra, con la conseguente naturale caduta in perpendicolare, delle dita sulle corde, che con lo studio specifico atto a calcolarne la loro più appropriata pressione verso la tastiera, ne determina un allontanamento dalle tanto temute tendiniti che spesso affliggono i violinisti. Una particolare attenzione poi è stata data dalla SCUOLA RUSSA alla fisiologia di tutto il complesso del braccio e della mano destra. Lo studio analitico che viene effettuato verso i vari movimenti occorrenti alle dita, alla mano ed al braccio per produrre il suono e per l' esecuzione delle arcate, fa sì, che queste funzioni ne guadagnino in scioltezza, mettendo il violinista al riparo da brutte sensazioni dolorose al braccio e in particolare al muscolo trapezio e ad avere così una attività professionale più serena e più prolungata nel tempo. Concludendo si può tranquillamente affermare che la scuola sopracitata ci ha aperto nuove prospettive, le quali ci hanno condotto al modo moderno di suonare quell'affascinante strumento di origini antiche di nome "violino".

It’s better to avoid blind practicing as it’s the antithesis of any progress, and logic wants to reforms to be experimented before any refusal.>> As we can see since the violin has been played, the intent of many fiddlers that have come after through the centuries has always been that of researching the most natural way to play this instrument, letting it develop in its technical-expressive features. RUSSIAN SCHOOL, that particularly contributed for such a goal, can be referred as the “child” of the Hungarian fiddler Leopold Auer (1845 – 1930) who can include between his pupils some very important fiddlers as Elman, Heifetz, Milstein for instance. L. Auer recommended in his “Graded Course of Violin Playing” printed in 1926 by Carl Fischer Ed. – New York, to hold the violin in a high position; that means with the bottom laying on the left shoulder and with the peg-box as high as your nose, to make the perpendicular positioning of the left hand fingers on the strings easier. For more this position of the instrument granted a better and cleaner sound. Wanting to make this position better, he suggests the use of the shoulder rest. And again: to hold the violin in such a position without much effort, the body of the player should have the most comfortable position as possible, with slightly spread legs so that feet are in line with the shoulders (see picture 1). RUSSIAN SCHOOL stands out even for the innovation of the way the bow should be held; the support point of the index on the stick should be between the joint of the second and third phalanx while the other fingers should wrap on the stick but the little finger that should lean on it with its tip while the tip of the thumb should be placed on the ring of the frog. In more recent times this position it’s been slightly modified, that is: the contact of the thumb on the frog has been removed, to lean it directly on the stick, so that the thumb stands in a centred position compared to the other fingers, so that it can work like a fulcrum. We can have a way more natural hold of the bow this way where the fingers will have a lot of flexibility, easily transmitting all of the arm’s weight that’s really valuable for the swings towards the frog (see picture 2 and 3). The principle stated by Auer and the following improvements brought by his pupils have helped the modern fiddlers with fixing with ease the technical issues, even preventing them from the professional diseases they might get in their careers. Starting from the fiddler posture as it’s told us by Auer and previously illustrated, we find the best anatomically speaking way to hold the instrument, that results in a benefit to the spine who remains in line with the back without suffering any dangerous bending that could bring to bad forms of scoliosis. For more this position improves the grasp of the left hand with the consequent natural perpendicular positioning of the fingers on the strings, that with the specific study for calculating their most fitting pressure on the keyboard determines a good way to avoid the feared tendonitis that so many times afflict the fiddlers. A particular attention has been given by the RUSSIAN SCHOOL to the physiology of the whole arm and right hand complex. The analytic study that is done on the various movements around the fingers, the hand and the arm to make the sound and the execution of the swings makes it so that these functions would improve in nimbleness, placing the fiddler under shelter from painful sensations to the arm and specially to the trapezium muscle and to have an happier and prolonged professional activity this way. In conclusion we can easily say that the aforementioned school opened us new perspectives, which have brought us to the modern way to play that fascinating ancient instrument that is the “violin”.

Violino costruito da da Carlo Vettori.
Violin builded by Carlo Vettori.
 
Violino costruito da da Carlo Vettori.
Violin builded by Carlo Vettori.

NOTE BIBLIOGRAFICHE
L. Auer : "GRADED COURSE OF VIOLIN PLAYING"- Ed, Carl Fischer. 1926 .New York.
L. Auer : "VIOLIN PLAYING AS I TEACH IT"- Dover Publication.1980 .New York.
B. Campagnoli :"METODO PER SUONAREIL VIOLINO" - Ed. Giudici e Strada. Torino.
C. De Beriot : "METODO DI VIOLINO"- Ed. Giudici e Strada. Torino.
E. Melkus : "IL VIOLINO" - Martello - Giunti Editore s.p.a. 1975. Firenze.
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Michelangelo Ercolini si è diplomato in violino presso il Conservatorio di Musica “L.Cherubini” di
Firenze sotto la guida del Maestro Cristiano Rossi.
Ha continuato poi gli studi musicali al Mozarteum di Salisburgo frequentando i Corsi di
Perfezionamento tenuti dal Maestro Sandor Vegh.
Successivamente lo studio con i violinisti Stojan Kalcev, Victor Dancenko e Vladimir Spivakov
si è rivelato determinante per la sua formazione sia violinistica sia musicale.
Ha suonato in recitals e in varie formazioni cameristiche in Italia e in Europa.
E' stato assistente del Maestro Stojan Kalcev alle “Vacanze Musicali Estive” di Forte dei Marmi
ed ai “Corsi Internazionali di Perfezionamento Musicale” di Lanciano.
Ha tenuto per diverse edizioni le Masterclass di violino ai “Corsi Musicali Estivi” di Pietrasanta.
E' insegnante di violino presso il Conservatorio di Musica “A. Boito” di Parma.

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Michelangelo Ercolini graduated in violin at “L. Cherubini” Music Academy in Florence under the guide of the Master Cristiano Rossi.
He kept on with the musical studies at the Mozarteum in Saltsburg following the Perfecting courses held by the Master Sandor Vegh.
Next, studying with the fiddlers Stojan Kalcev, Victor Dancenko and Vladimir Spivakov revealed itself decisive for his musical and violinist formation.
He played in recitals and in various camera formations in Italy and Europe.
He has assisted Master Stojan Kalcev in the “Summer Musical Holidays” in Forte dei Marmi and in the “International courses of musical perfecting” in Lanciano.
He’s hold for many editions the Violin Masterclass in the “Summer music courses” in Pietrasanta.
He teaches violin at the “A. Boito” Music Academy in Parma.

 
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