Scritti del Passato


IL PREMIO PAGANINI 1986
THE 1986 PREMIO PAGANINI
di Edward Neill
L'edizione 1986 del Premio Paganini (XXIII Concorso internazionale di Violino) tenutasi a Genova dal 27 settembre al 5 ottobre, ha visto una massiccia partecipazione di concorrenti: 34, per la precisione, provenienti da 11 paesi europei ed extra-europei, alcuni dei quali di età giovanissima, come Federic Pelassy (14 anni, francese), o non più giovanissima come il giapponese Jun Yhata (34 anni). Il primo, in particolare, ha dimostrato una sicurezza tecnica formidabile, cui però faceva riscontro lo scarso approfondimento del testo, cosa che non può trovare un'adeguata compensazione solo nella velocità esecutiva. Le eliminatorie e le prove finali hanno poi sfoltito il numero degli iscritti, che si è poi ridotto a 6. Alla Giuria il non facile compito di stabilire una graduatoria in base a parametri tutti collegati tra loro. Il programma generale del Concorso prevedeva nella prima prova brani di Vivaldi, Bach e 2 Capricci di Paganini; nella seconda prova (semifinale) un movimento di un Concerto per violino di Mozart, una Composizione «importante» di Paganini, per violino e pianoforte. e la Sonata di Prokofieff Op. 116 per violino solo. La terza prova (finale) con la partecipazione dell'Orchestra del Teatro Comunale di Genova diretta da Paolo Peloso, dava la facoltà ai concertisti di scegliere uno dei Concerti per violino di mendelssohn, Brahms, Respighi e Szymanovski (n. 2) oltre al rituale primo movimento del Concerto n. 1 di Paganini. .Il Teatro Margherita aperto gratuitamente al pubblico per l'occasione era a dir poco strapieno e pur di accaparrarsi un posto moltissime persone si sono presentate con oltre mezz'ora d'anticipo all'appuntamento. Anche in questa occasione, il pubblico genovese ha voluto dimostrare la propria intensa e sentita partecipazione ad un evento che lo tocca da vicino. Efficiente l'organizzazione del Concerto, che ha messo a disposizione del pubblico una ricca ed articolata documentazione, permettendogli di seguire ogni fase della manifestazione. Paziente, assecondatrice e comprensiva l'opera del direttore d'orchestra. Paolo Peloso. Giova notare che i concorrenti hanno mostrato di preferire i Concerti del binomio Mendelssohn-Brahms. «snobbando» quelli di Respighi e Szimanovski, salutarmente inseriti nel bando del Concorso stesso, fatta eccezione per Vincenzo Bolognese, per altro escluso dalla prova finale, come purtroppo i suoi tre colleghi italiani. D'altronde questo pencolamento tra i due citati compositori germanici non configura un atto di maturità. Ripercorrere i sentieri battuti risulta sempre più comodo, ma il fatto di per sé esclude volontariamente l'approfondimento e l'esecuzione di altri esempi della letteratura violinistica europea. E a puro titolo di suggerimento, perché non inserire tra i brani d'obbligo i Capricci di Locatelli, estrapolati dalla raccolta di Concerti nota come «L'Arte del Violino»? La prova finale ha costituito il vero e proprio clou del Concorso. Pubblico foltissimo e partecipante in una sala arroventata, il primo premio non è stato assegnato, per cui i violinisti in lizza sono rimasti in cinque. Il secondo premio è stato assegnato alla giapponese Reiko Watanabe (19 anni) non nuova a Genova dove si era già presentata a un precedente Concorso. In una intervista raccolta da un collega, la giovane violinista ha sostenuto di aver iniziato lo studio del violino a tre anni... Evidentemente lo strumento doveva aver dimensioni a dir poco microscopiche.
Gli altri vincitori, in ordine progressivo, sono risultati i seguenti: Yuri Braginsky (Belgio), Andreas Krecher (Germania Occidentale), Akiko Ueda (Giappone), Jeanne-Marie Conquer (Francia).

The 1986 Premio Paganini (XXIII International Violin Competition) held in Genoa from September 27 to October 5, had a great number of participants: 34, to be exact, from eleven different European and non-European countries. Some participants were extremely young, such as Frederick Pelassy, a Frenchman of fourteen, others were no longer extemely young, such as the thirty-four year old Japanese Jun Yahata. Especially this first competitor demonstrated a fantastic technical ability, which however made more apparent his limited exploration of the musical text, an aspect that cannot be adequately compensated for by mere speed of execution. The eliminations and the final trials reduced the number of participants to six. The jury had the, not always easy, job of establishing, among them, a scale of ability based on interconnecting parameters. The general program of the Concorso included, for the first eliminations, pieces by Vival'di, Bach, and 2 Capricci di Paganini: for the semifinal there was a movement from a Mozart Concerto for violin, an «important» composition, for violin and piano, by Paganini, and the Sonata for solo violin of Prokofieff Op. 116. For their third and final trial, to be performed along with the Orchestra of the Teatro Comunale of Genoa directed by Paolo Peloso, the competitors could choose to perform one Concerto for violin of Mendelssohn, Brahms, Respighi or Szymanovski (n. 2) in addition to the traditional first movement of Paganini's Concerto n.l.
The Teatro Margherita, open without charge to the public for the occasion, was overcrowded to say the least, and in order to find a seat many people were already waiting half and hour before the appointed hour. Once again on this occasion, the Genoese public demonstrated their intense and sincere enthusiasm for an event that is close to their hearts. The efficient organization of the Concorso put at disposition of the public a rich and detailed description of the events, permitting public attendance at every phase of the competition. The work of the director of the orchestra, Paolo Pelo-so, was patient, encouraging and understanding. It is important to note that the participants preferred the Concertos of Mendlessohn and Brahms, avoiding those of Respighi and Szimanovski thoughtfully included in the program of the Concorso, with the exception of Vin-cenzo Bolognese, who was excluded from the final test, as were unfortunately his three Italian colleagues. On the other hand this dependence on the two above-named German composers is not a sign of maturity. To follow a well-worn road is always easier, but it is in itself a choice excluding the exploration and performance of other European literature for violin. Purely as a suggestion; why not include among the obligatory works the Capricci of Locatelli, extrapolated from the collection of Concertos known as the Arte del Violino? The final test represented the true high point of the Concorso. A large and enthusiastic public crowded the overheated hall.
The first prize was not awarded, limiting remaining prizes to five. The second prize went to the Japanese Reiko Wa-tanabe, nineteen years old, and not new to Genoa, having already participated in an earlier Concorso. In an interview with a colleague, this young violinist claimed to have begun his study of the violin at three years of age... Evidently his instrument must have been nearly microscopic. The other winners, in order of precedence, were as following: Yuri Braginsky (Belgium); Andreas Krecher (West Germany); Akido Ueda (Japan); Jeanne-Marie Conquer (France).


 
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