A sinistra quadro di
Richard Mauri.
 
On the left
Richard Mauri Painting
.
 
 
 
   
 

Un piccolo gioiello in uno
scrigno importane

di Carlo Vettori

A small jem in an important
jewel case

by Carlo Vettori

Meraviglie Sonore Strumenti musicali del barocco italiano
Firenze, Galleria  dell’Accademia

Mostra a cura di :
Franca Falletti
Renato Meucci
Gabriele Rossi Rognoni

Enti promotori :
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Fiorentino
Galleria dell’Accademia di Firenze
Firenze Musei
Ente Cassa di Risparmio di Firenze
Con la collaborazione di
Conservatorio Musicale Luigi Cherubini
Associazione Amici del Museo degli Strumenti Musicali.

Alla Galleria dell’Accademia e Museo degli Strumenti Musicali dal 12 giugno al 4 novembre 2007, è aperta al pubblico la mostra “Meraviglie Sonore “ Strumenti Musicali del periodo Barocco Italiano.
La mostra raccoglie, per la prima volta oltre sessanta tra quadri e strumenti musicali costruiti in Italia e provenienti da collezioni nazionali e internazionali. L’allestimento è stato fatto con cura ed esalta il periodo barocco, gli strumenti costruiti con materiali preziosi da grandi maestri liutai e con l’apporto di pittori, scultori, incisori e doratori, si presentano come un piccolo gioiello, contenuto in uno scrigno importante come è la Galleria dell’Accademia.
Questi strumenti anche se visti nei loro musei di provenienza o conosciuti in pubblicazioni, qui, sistemati in un contesto che esalta il periodo barocco, formano una famiglia che arricchisce le conoscenze anche dei più esperti del settore, le forme e la ricchezza dei particolari rimangono impressi nella mente dei visitatori non meno delle altre opere d’arte di questo Museo.
Per tutta la durata della mostra ci sarà musica nelle sale espositive, dove talvolta si potranno ascoltare strumenti dell’epoca dal vivo.
Tutti i martedì alle ore 21 nelle sale della Galleria dell’Accademia, giovani concertisti si esibiscono con musiche del barocco italiano.
 
La visita della mostra si snoda in un percorso di quattro sezioni di strumenti che  descrivo in questo articolo  per i lettori del sito www.arteliutaria.it

La prima sezione : è dedicata agli strumenti pitturati, d’orati, scolpiti e incastonati da pietre preziose.

Marvels of Sound and Beauty
Italian  baroque musical instruments
Florence ,Galleria dell’Accademia

Exhibition  organised  by :
Franca Falletti
Renato Meucci
Gabriele  Rossi  Rognoni

Promoted  by :
Ministero  per i Beni e le  Attività  Culturali
Soprintendenza Speciale per  il  Polo  Musicale  Fiorentino
Galleria  dell’ Accademia  di  Firenze
Firenze Musei
Ente  Casa di Risparmio di Firenze
With  the  collaboration of  :
Conservatorio Musicale Luigi Cherubini
Associazione Amici del  Museo degli  Strumenti Musicali.

The exhibition “Marvels  of Sound  and  Beauty  of Italian   Baroque  Musical  Instruments” is open to the public  from 12th June to 4th November 2007.
The exhibition brings together for the first time  about  sixty paintings and musical instruments  made in Italy  coming from national and international  collections. They  have  been  placed with great care and exalt  the baroque  period .  The instruments  were made  with precious  materials by master violin  makers  and with the addition of painters  , sculptors  , engravers  and gilders  form a small gem contained in  an  important jewel-case , the Galleria  dell’ Accademia.
These  instruments , even if you have seen  them in their own  museums or in publications  , here , set in in their  baroque context  , form a family  which  will  enrich  even the most expert in this field . The form and wealth  of  detail  cannot but remain  impressed  in the mind  of  the visitor together with the other works of art  of the  museum.
Throughout  the  exhibition  music will be performed in the exhibition rooms and some of the instruments on display will be played. Every  Tuesday at  9pm in the Galleria  dell ‘Accademia  rooms  young concert players  will perform  Italian Baroque Music.

The  exhibition  visit  unwinds through four sections  of instruments which I  will describe in  this  article for  readers of www.arteliutaria.it   site.

The First Section :  is dedicated  to  instruments  painted , gilded , carved and inlaid with precious stones.
1) Clavicembalo: Giuseppe Mondini (Firenze? 1701).
Giuseppe Mondini costruttore di cembali (Imola 1658- Roma 1718)
Strumento proveniente da Amburgo, Museum fur Kunst und Gewerbe Sammlung Beurmann. Importante questo clavicembalo non solo per la sua lunghezza, dovuta anche all’uso delle corde non rivestite mà, soprattutto per la lavorazione elegante e ricca nei materiali. Il coperchio della cassa esterna è intagliato in basso rilievo, mentre nel laterale destro il motivo floreale è traforato, scolpito e successivamente incollato su tavola d’abete, la doratura completa l’opera. Nella parte interna del coperchio, (in genere questi strumenti sono arricchiti da pitture) è rivestito di seta d’orata, un modo per conservare meglio le corde, il piano armonico e la tastiera.
1) Mondini Harpsichord
(Florence ?, 1701)
Giuseppe Mondini (Imola 1658-Rome 1718) Harpsichord maker
The instrument  comes from the Museum fur Kunst und Gewerbe Sammlung, Hamburg.
This harpsichord is important not only for its length ,due to the use of uncovered chords ,but aboveall for its elegant workmanship and rich use of materials.The lid of the external case is carved in basrelief, while on  the right side the floral decoration is fretworked ,carved , then glued on a fir board and finally gilded The  internal part of the lid (  these instruments are  usually enriched with paintings) has been covered with gold silk in order to conserve the chords, soundboard  and keyboard better.

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2) Modello del Cembalo Todini: (Anonimo, Roma inizio secolo XIX).
Proveniente da Roma, Museo Nazionale del Palazzo di Venezia (in deposito presso il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali Roma).Realizzato in terracotta, d’orato e pitturato, le figure che adornano il clavicembalo sono in bassorilievo. E’ trasportato sulle onde del mare da Nereidi e Tritoni, altre figure modellate con raffinatezza ed eleganza completano l’opera.

3) Clavicembalo “Ottoboni”: (Roma?, seconda metà del secolo XVII).
Proveniente da Milano collezione privata Fernanda Giulini. Tra i clavicembali esposti, in questo si ritrova la purezza delle linee, nella cassa esterna e nelle tre gambe che lo sostengono.Il coperchio della cassa contenente il clavicembalo, ha nella parte interna una pittura che raffigura la Fuga della Sacra Famiglia in Egitto, in puro stile Barocco.

4) Clavicembalo “Barberini”(Napoli, seconda metà del XVII secolo).
Proveniente da collezione privata. Il piano armonico è di abete e ha due rosoni, i tasti sono di abete e avorio. La cassa esterna è sorretta da tre figure angeliche, scolpite e dipinte di bianco, le altre parti sono scolpite incise e dorate, con la maestria che esalta il barocco.

5) Disegno: Giovanni Battista Soria (?) (Roma, 1581-1651).
Proveniente da Firenze Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, fondo Mediceo Lorenese.
Progetto per un’arpa prima metà del sec. XVII. Disegno formato mm 450x278 fatto con penna e acquerello su carta filigranata dell’epoca.

6) Dipinto: Antiveduto Gramatica (Roma, 1569-1626).
Proveniente da Treviso Musei Civici. Nel dipinto olio su tela formato cm 116x129 è raffigurato Santa Cecilia al centro, con ai lati due angeli musicali con due liuti, un violino barocco e un’arpa.

7) Arpa: Lorenzo Carcassi (Firenze Borgo San Frediano,1749)
Proveniente da Lipsia, Museum fur Musikinstrumente der Universitat Leipzing.
Lorenzo Carcassi (attivo nel sec. XVIII) è il liutaio più importante della famiglia, lavorò anche col fratello Tommaso al segno della Madonna dei Ricci. La cassa armonica è fatta di acero campestre toscano, queste piante venivano usate come sostegno alle viti da uva per la produzione del vino. È un tipo di acero a marezzatura stretta, a tratti più debole, con i giri annuali larghi quindi di facile crescita. Anche il piano armonico è di acero campestre, mentre solitamente il piano è di abete; si osserva che il taglio del piano è di quarto, e le venature sono posizionate come i piani armonici di abete. Il piano armonico ha sei fori originali, e un cattivo restauro in basso nella parte sinistra, fatto di acero con marezzatura diversa e con la filettatura più larga. La mensola è scolpita, laccata, dorata, nella parte più alta termina con il giro a spirale, tipico degli strumenti ad arco, un volto di donna è timidamente scolpito, in posizione distaccata dalla visione frontale.  La colonna è priva di capitello, fatta con legno laccato e la sua semplicità esalta l’armonia di tutto lo strumento.

8) Spinetta poligonale: Annibale de Rossi (Milano, 1577).
Proveniente da Londra, Victoria & Albert Museum.
Il tema della mostra ha in questo strumento tutto il significato, e giustamente è stato utilizzato la foto di questa spinetta, per presentare la mostra in tutte le varie iniziative. E’ impresa difficile descriverla in un catalogo e impossibile in un semplice articolo. Lo strumento è intarsiato con 1.928 pietre preziose e semipreziose, incastonate in superfici di avorio e in parte  di ebano, ciò esalta la ricchezza e i colori delle pietre stesse.

9) Dipinto: “Riunione Musicale” Marco Ricci (Belluno 1705 – 1707)   
Provenienza, Firenze Galleria dell’Accademia.
Olio su tela, cm 51,7 x 101,5.
In questo dipinto del 1705, tra i vari strumenti osserviamo un violoncello con uno dei primi puntali, in epoca precedente e successiva a questa data i violoncelli venivano suonati appoggiati ad un panchetto o sostenuti tra le gambe come si usa ancora con le viole da gamba. Le modifiche che trasformano gli strumenti per seguire l’evoluzione della musica sono lenti e non definibili a date prestabilite, come dire una rondine non fa primavera.

Seconda sezione: esposizione di strumenti zoomorfi e teatrali.

10) Dipinto: “Apollo” Cesare Dandini, (Firenze 1596-1657).
Proveniente da Prato Collezione Cariprato-Cassa di Risparmio di Prato s.p.a.
Olio su tela cm 93 x 75. Il liutaio Leandro Bisiach nell’anno 1924 in Milano, costruì una lira come questa che vediamo qui pitturata, e venne usata nell’opera “Nerone” di Arrigo Boito.

2) Model of the Todini Harpsichord ( anonymous , early 19th-century).
It comes fromRome, Museo Nazionale del Palazzo di Venezia (on loan to the Museo Nazionale degli Strumenti Musicali Roma).
It is made of gilded and painted terracotta and the figures which adorn the harpsichord  are in basrelief. It is being transported onto the waves of the sea by Nereidi and Tritoni and the work is completed by other figures modelled with elegance and refinement.

3) Ottoboni Harpsichord (Rome?, second half of 17th century) Anonymous
It comes from the  Fernanda Giulini private collection  Milan. Among the harpsichords exhibited  this has beautiful purity of line , in its external case and the three legs  sustaining it.The lid of the case containing the harpsichord has a picture  representing the Holy family’s flight to Egypt on the internal part in pure baroque style.

4) Barberini Harpsichord (Naples?, secondhalf of the 17th century)
It comes from a private collection. The soundboard is of fir and has two rose ornaments .The keys are of fir and ivory.The external case is held by three angelic figures , sculptured and painted white, the other parts are carved and gilded with the  skill  that exalts  baroque.

5) Drawin Project for a Harp Giovanni Battista Soria (?) (Rome, 1581 - 1651)
This project for a harp ,the first half of 17th century  early 1630s comes from Florence, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, fondo Mediceo  Lorenese. The drawing  is 450mm x 278 mm in ink and watercolour  on water-marked paper of the period.

6) Saint Cecilia with two Angels
Antiveduto Gramatica (Rome, 1569-1626)
This oil on canvas  is 116cm x 129 cm and portrays St.Cecilia in the centre ,with  two angel musicians with two lutes ,a baroque violin and a harp at her sides . It comes from the Musei Civici ,Treviso.

7)  Harp (Florence, 1749)
Lorenzo Carcassi ( active in Florence 1738/1770 - -1775?)
It comes from Leipzig, Museum fur Musikinstrumenten der Universitat.Lorenzo Carcassi  (active in the  18th century ) was the most important Liutaio in his family. He also worked with his brother Tommaso  al segno della Madonna dei Ricci .The soundbox is  made of local Tuscan maple ,this plant was used to hold the vines for local wine prodution . It is a type of maple with tight curl,  in some parts  fainter ,with  wide annual circles so  quick growing. The sound board is also of local maple ,while the sound board is usually of fir ; the cut of the board is quarto and the grain is positioned as in sound boards of fir.The sound-board has 6 original holes .and has been badly restored on the lower left side with maple of a different curl and wider grain. The bracket is carved , lacquered and gilded , the top terminates with a  spiral scroll  typical  of string instruments , the head of a woman has been timidly carved in a position detached from  frontal vision. The pillar is without a capital and is made of lacquered wood ,its simplicity exalts the harmony of the whole instrument.

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8) Spinet (Milan, 1577) polygonal spinet
Annibale dé Rossi (active 1542 - 1577)
The photo of this instrument has  been used to represent the exhibition as it  personifies its theme .It is almost impossible to do  it  justice  in a catalogue or mere article. The instrument  is inlaid with 1,928 precious and semi-precious stones, set on a surface of ivory and ebony which are a perfect background to the richness and colour of the same.


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11) Cornetto Tenore: anonimo.
Proveniente da Parigi, Musée de la Musique. Ha la forma di un serpente con testa di drago rivolta verso il suonatore.

12) Strumento:“Drago Marino” (Anonimo Italia sec. XVII)
Proveniente da New York, The Metropolitan Museum. Costruito con legno di pioppo, è scolpita e dorata una testa di drago marino.

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13) Chitarrone in forma di lira o lira attiorbata : Anonimo. Proveniente da Vienna, Kunsthistorisches Museum.
Collezione degli strumenti musicali antichi.

14) Chitarrone in forma di lira o lira attiorbata: Anonimo.
Proveniente da Bologna, Museo internazionale e biblioteca della musica.
Questi due strumenti provenienti da musei diversi, sono simili nel progetto costruttivo e nella realizzazione tecnica, tanto, da farmi affermare con certezza, che si tratta di due manufatti provenienti dalla stessa bottega.
La parte superiore della cassa, dove si unisce al manico è vuota e quindi disperde le vibrazioni delle corde, mentre la parte inferiore, ha una vera cassa di risonanza con piano armonico di abete. Le corde sopra il ponticello sono spostate verso un lato, con tecnica usata nella costruzione dei clavicembali. Una parte dello strumento è scolpito a forma di ricci, simili a quelli degli  strumenti ad arco. E’ probabile che i due strumenti, siano stati costruiti a Firenze, nella bottega di Lorenzo e Tommaso Carcassi.

15) Ribeca a forma di pesce: anonimo, (Brescia?, fine sec. XVI-XVII )
Proveniente da Bologna, Museo internazionale e biblioteca della musica.
In questa sezione vi sono esposti gli strumenti più strani, e difficili da collocarsi nel loro giusto periodo storico. La ribeca è uno strumento ricavato da un solo legno, che comprende il manico e la cassa armonica, questa è chiusa da una tavoletta, in posizione più bassa della linea del manico, il ponticello che poggia sopra il piano armonico sostiene tre corde, queste sono messe in tensione da tre piroli. La ribeca è uno strumento estremamente semplice, perché poche erano le conoscenze dei liutai in quel periodo storico, lontano dal barocco. A mio parere questo strumento è una pochette, perchè ha quattro corde e inoltre la pochette è lo strumento su cui i liutai si sono sbizzarriti con forme più svariate.

16) Corno da caccia: anonimo (Sassonia Dresda, prima metà del sec. XVII). Proveniente da Dresda, Rustkammer, Staatliche Kunstsammlungen Dresden, Strumento in avorio raffigurante un mostro marino.

17) Controfagotto in Sib: Giovanni Maria Anciuti (Milano 1732).  Proviene da Salisburgo, Museo Carolino Augusteum.

18) Oboe tenore: “Serpentino” Antonio? Grassi Milano 1736?Proveniente da Parigi, Musée de la musique Fatto da tre pezzi in legno di acero, con metallo di ottone.

 Strumenti musicali in marmo:
Nel salterio di marmo l’astuccio che protegge lo strumento è di legno,  nella parte interna del coperchio si legge:   “Al Tosco Gran Signor volgi tue piante / Meraviglia è di lui marmo suonante / così Parlommi al cuor la sorte amica / Così benigno il ciel par che mi dica.  Questi versi dedicati al principe confermano quantomeno che questi strumenti erano stati costruiti per suonare, poi sapere che tipo di suono uscisse da queste casse di marmo e  quale fosse il volume, questo resta un mistero.

19) Clavicembalo di marmo:  Michele Antonio Grandi (Carrara 1681).
Proveniente da Modena, Galleria Estense, di proprietà della Cassa di Risparmio di Modena. Strumento costruito con marmo bianco e con la meccanica di legno (tasti e salterelli). Sopra il ponticello, nei chiodi di metallo incassati per dare gli spazzi alle corde e nei chiodi sempre incassati nel marmo dove stanno ancorate le corde, vi è tracce di segni lasciati dall’ossido delle corde, queste tracce indicano con chiarezza che questo strumento in passato ha suonato, o, quantomeno era completo di corde. Il piano della cassa in prossimità del rosone ha lo spessore (in rapporto alla grandezza dello strumento) molto sottile. I tasti di legno sono ricoperti da uno strato sottile di marmo, i salterelli sono di legno, i perni di ferro per mettere in tensione le corde sono incassati in una tavola di legno. A mio parere queste caratteristiche indicano che questo clavicembalo di marmo è stato progettato e costruito per suonare.

20) Chitarra di Marmo: Michele Antonio Grandi (?) (Carrara 1687 ca.)
Proveniente da Modena, Galleria Estense.
Strumento costruito in marmo bianco. I disegni floreali incisi sulla tavola sono evidenziati da una pasta nera. I disegni sopra la tastiera si modificano di grandezza con la progressività dei tasti di metallo. I fori nella fascia dove stavano incassati i chiodini per ancorare le corde, sono spostati a destra di due millimetri rispetto ai tratti incisi sul bordo dove si notano i segni lasciati dalle corde, e sempre di questa misura è spostato il coperchio, lo si nota dalla linea della fascia, che, a destra è  quasi pari alla sporgenza della tavola mentre a sinistra la sporgenza è maggiore. Su queste osservazioni si deduce che nel corso del tempo il piano si è scollato e che è stato malamente rincollato, infatti vi sono tratti non aderenti tra la tavola e le fasce nel lato inferiore della cassa. I piroli di marmo sono incassati dalla parte opposta e non sono atti a mettere in tensione le corde. I piroli di legno costruiti dai liutai in questa epoca non avevano il foro per fermare le corde ma semplicemente un taglietto perché nel girare le corde stesse stringevano la venatura. I fori dove si incassano questi piroli di marmo hanno un diametro più largo di una comune chitarra, al fine di resistere alla tensione delle corde. Quando è sta costruita questa chitarra (con modifiche apportate dal musicista) poteva anche dare dei deboli suoni, ma, allo stato attuale non può suonare.

21) Flauto dolce di marmo:  Michele Antonio grandi ?  (Italia, XVII secolo) Proveniente da Parigi, Musée de la Musique.

22) Flauto dolce di marmo:  Michele Antonio Grandi. (1687 ca) Proveniente da Modena, Galleria Estense.

23) Flauto dolce soprano: Giovanni Maria Anciuti (Milano, prima metà del XVIII secolo). Proveniente da Milano Conservatorio di musica G. Verdi. Strumento costruito in bosso marmorizzato.

24) Salterio di Marmo: Michele Antonio Grandi?
Proveniente da Firenze Galleria dell’Accademia Dipartimento degli strumenti musicali del Conservatorio “Luigi Cherubini”. Strumento costruito con tre tipi di marmo: il bardiglio, lo statuario e il broccatello giallo. E’  montato con venti corde, delle quali undici sono triple e nove quadruple. E’ conservato in cassa di legno con dedica al principe di toscana. Questo salterio è un manufatto molto diverso dagli strumenti esaminati prima. E’ realizzato con più raffinatezza, lo si nota nella sapiente scelta delle venature dei marmi, dall’accostamento dei colori e dalla tecnica di realizzazione. Quando questo strumento era conservato nelle sale del “Conservatorio Luigi Cherubini” e Direttore responsabile era il prof. Vinicio Gai, vennero messe in tensione alcune corde, accordato e suonato, la cassa armonica amplificava le vibrazioni delle corde. Questa notizia è certa anche se io non partecipai all’esperimento.

25) Quadro “la Musica”: Galleria dei lavori su modello di Giuseppe Zocchi (Fiesole 1715- Firenze 1767) Proveniente da Firenze, Museo dell’Opificio delle Pietre Dure.
Quadro a commesso di pietre dure e tenere, in cornice di pietre dure e bronzo dorato.

 

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9) Musical gathering (1705-1707)- Marco Ricci (Belluno 1676-Venice 1730)
It comes from the Galleria dell’Accademia ,Florence.In this oil on canvas, 51.7 x 101.5 cm of 1705 among the various instruments we can see a ‘cello with one of  the first spikes ,before this period and after  ‘cellos were played leaning against a bench or held between the legs as is still the case for Viole da Gamba. Modifications  transforming instruments to follow the evolution of music are slow and impossible to date  ,as it  is  said a swallow doesn’t  make spring.

10) Apollo Cesare Dandini (Florence 1596-1657)
Oil on canvas. This painting comes from
Prato, Cariprato collection, Cassa di Risparmio di-Prato S.p.a. The violin maker Leandro Bisiach made a lyre like this one in Milan in 1924 and it was used in the Opera  “Nerone”by Arrigo Boito.

11) Tenor cornett  Anonymous
It comes from the Musee de la Musique ,Paris and has been in the Louis Clapisson Collection since 1861.
It is in the form of a serpent with a dragon’s head facing the player.

12) Wind instrument in the shape of a sea dragon (Italy,first half of the 17thcentury?)
-It comes fromThe Metropolitan Museum of Art ,New York.It is made of poplar wood , with  a carved and gilded head of a sea dragon.

13) Lyre-Chitarrone or "Lira Attiorbata" (Italy, 16th or 17th century)
Anonymous Carved, painted and gilded wood Vienna, Kunsthistorisches Museum, Collezione degli  strumenti musicali antichi.

14) Lyre-Chitarrone or "Lira Attiorbata" (Italy, 16th or-17th century)
Anonymous
It comes from the Museo e Biblioteca della Musica, Bologna.
These two instruments coming from two different museums are  so very similar  technically and in workmanship that I think I may say they come from the same workshop.The upper part of the case ,where it joins the neck is empty and so disperses the chord vibration, whilest the lower part has a real resonance box with a sound-box in fir wood.The chords above the bridge are moved to one side, a technique used in the making of harpschords.Part of the instrument is carved in scrolls ,similar to those of string instruments. The two instruments were probably made in Florence in Lorenzo and Tommaso Carcassi’s workshop.

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15) Fish-shaped Rebec (Brescia?, late 16th- 17th century) Baptista Bressano
Walnut, conifer.
This instrument comes from the Museo e Biblioteca della Musica  Bologna. Some of the strangest instruments are exhibited in this section and it is difficult to place them in their  precise historic period. The Rebec is an instrument made out of one single piece of wood ,including the neck  and the sound-box which is closed in a sound boardpositioned lower than the line of the neck, the bridge placed above the sound-box sustains three chords which are held in tension by three pegs. The rebec is a very simple instrument as violin makers of that historic period had less knowledge and were far from the baroque . In my opinion this instrument is a ‘pochette’ as it has four chords and violin makers indulged themselves by making various forms of  pochette.

16) Hunting Horn (Saxony, Dresden,-first half of the 17th century) Anonymous Ivory. This ivory instrument representing a sea monster , comes from Dresden, Staatliche Kunstammlungen, Rustkammer.

17) Double bassoon in Bflat (Milan, 1732)
Giovanni Maria Anciuti (active in milan from 1709 - 1740)
This piece comes from-Salizburg, Museum Carolino-Augusteum.

18) Tenor Oboe (serpentino)
[Antonio?] Grassi, (Milan, 1736 ?9)
It comes from the Musèe de la musique ,Paris.
It is made in three pieces in maple  and brass.

Musical instruments in Marble :
in the marble psaltery the case that  protects the instrument is made of wood , and on the internal part of the lid it is written “Al Tosco Gran Signor volge tue piante/ Meraviglia è di lui marmo suonante/cosi parlommi al cuor la sorte amica /Cosi benigno il ciel par che mi dica .”
These verses dedicated to the Prince confirm at least that these instruments were made to be played ,but to know what kind of sound and volume emerged from these marble boxes remains a mystery.

19) Marble harpsichord (Carrara, 1681)
Michele Antonio Grandi (Grazzano, 1635 - 1700)
Modena, Galleria Estense, property of the Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. This instrument is made  of white marble with its mechanism in wood  (keys  etc).Above the bridge ,in the metal pins encased to space the chords and the encased pins in the marble where the chords are anchored, there are traces of marks left by chord oxidation,these traces indicate that the instrument was played or at least had all its chords. The piano frame is very thin close to the rose ornaments (in comparison to the size of the instrument ). The wooden keys are covered in a thin layer of marble ,the salterelli are in wood,the iron tuning pins are encased in a wooden board. In my opinion these characteristics show that this harpsichord in marble was projected and made to be played.

20) Marble Guitar (Carrara, 1687 c.)
Michele Antonio Grandi (Grazzano, 1635 - 1700) Modena, Galleria Estense
This instrument is made of white marble. The inlaid floral design is highlighted by black paste .The design above the keyboard changes in size as the metal frets progress.The flowers in the band where the pegs anchor the chords  moved 2 mm to the right in respect to those inlaid on the border where the marks left by the chords are visible and the cover has been moved the same amount , as can be seen by the line of the band which on the right  it is almost even with the protrusion of the board while on the left it is greater.From this we may conclude that in time the board became unglued and was replaced badly ,in fact there are parts  that don’t join between the board and the lower band side of the case. The  marble pegs are encased on the opposite side and are thus not able to tune the chord. The wooden pegs made by violin makers of this period didn’t have holes to hold the chords but simply a cut because in turning the chord itself held  the veining tightly. The holes where these marble pegs were encased had  a  larger  diameter than the common guitar . When this quitar was made (with certain modifications by the musician)it could produce weak sounds but as it is at present it cannot be played.

21) Marble recorder (Italy, 17th century )
Michele Antonio Grandi (attr.) (1635 – 1700). Parigi, Musee de la Musique.

22) Marble recorder (Italy, 17th century)
Michele Antonio Grandi (attr.)
Modena, Galleria Estense.

23) Soprano recorder (Milan, first half of 18th century)
Giovanni Maria Anciuti the instrument comes from the Conservatorio G . Verdi ,Milan and is made of marbled boxtree.

24) Marble psaltery (post 1691)
Michele Antonio Grandi (Grazzano, 1635 - 1700) Florence, Galleria dell'Accademia, Dipartimento degli strumenti musicali del Conservatorio L.Cherubini.
This instrument was made with three differedt types of marble : blue and white streaked marble , statuary marble and yellow brocade marble .It has twenty chords ,eleven of which are triple and nine quadruple . It was kept in a wooden case with a dedication to the Tuscan prince .This psaltery is a very different work from the instruments we examined before .It has been made with greater care and refinement ,this is clear from the careful choice of the marble veining ,the matching of colours and techniques used .When this instrument was kept in the rooms of the “Conservatorio Luigi Cherubini” prof ,Vinicio Gai was the director and the instrument was put in tension , tuned  and played ,the soundbox amplified the vibration of the chords.This information is accurate even if I was not personally present during the experiment.


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26) Violino intarsiato e scolpito: Domenico Galli (Parma, 1687). Proveniente da Modena, Galleria Estense.
Era l’anno 1687-1691, mentre a Cremona Antonio Stradivari costruiva il quintetto, per il principe Ferdinando de Medici; a Parma il liutaio Domenico Galli costruiva un violino e un violoncello per Francesco II d’Este duca di Modena. I due strumenti furono esposti a Cremona in occasione delle Celebrazioni Stradivariane e pubblicati nel catalogo “L’esposizione di liuteria Antica a Cremona nel 1937” a pag. 245-247. Il violino esposto in questa mostra, ha il fondo le fasce e il manico di un unico pezzo, di acero a marezzatura stretta. E’ traforato, scolpito, inciso con sapiente maestria; in questo strumento gli stemmi araldici, esaltai da raffinate sculture e da arabeschi, celebrano il barocco e lo elevano al massimo livello dell’arte.

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27) Violino intarsiato: “Sunrise”: Antonio Stradivari (Cremona 1677).
Proveniente da Vienna.  Zurigo collezione Herbert & Evelyn Axelrod, (in deposito a Vienna, Kunsthistorisches Museum Sammlung alter Musikinstrumente). Questo violino, ha le fasce e il riccio intarsiate con pasta di ebano, i filetti sono formati da piccoli rombi e tondi di avorio uniti con pasta di ebano. Il fondo è di acero di un solo pezzo, le fasce sono di acero a marezzatura inclinata nel verso in uso del Maestro, solo la “C” destra ha la marezzatura inversa. Il “Sunrise” fa parte del primo periodo, lo si nota dai fori armonici, che nella visione di profilo, hanno la parte superiore rientrante verso la linea delle fasce. E’ nella produzione successiva, che Antonio Stradivari modifica le bombature, e afferma il primato assoluto della sua liuteria.
Questo violino è pubblicato nel libro “Antonio Stradivari in Japan” da pag. 9 – 17, in cui il violino si vede aperto. Il manico è stato allungato e modificato nell’inclinazione in prossimità dell’incastro alla cassa armonica, tecnica, che si ritrova anche nel violino di Nicolò Paganini, ed era in uso all’inizio del sec. XIX in epoca successiva i manici sono allungati con innesto al riccio.

28) Viola lobata: Giovanni Grancino (Milano, 1662)
Proveniente da Milano, Castello Sforzesco, Museo degli strumenti Musicali.
Nel libro “Gasparo da Salò” la vita e l’opera, 1540-1609, di A. M. Mucchi, editore Ulrico Hoepli Milano 1940. Nella parte finale è pubblicata una viola da gamba, costruita a Brescia nell’anno 1547, conservata nel “Museo del Conservatorio di Parigi”, vedi tavola 11. Questa viola da gamba, (con misure diverse) è costruita con lo stesso disegno, della viola da braccio esposta nella mostra. Il disegno così particolare della viola bresciana, indica la ricerca sperimentale dell’epoca, mentre, a mio parere, il maestro liutaio Giovanni Grancino, costruiva strumenti nel presente, per i musicisti del futuro, ma anche lui, già nella sua epoca, guardava anche alla evoluzione della liuteria del passato.
La viola Grancino ha il fondo di un solo pezzo, privo di marezzatura, dello stesso legno sono le fasce e il manico. Il piano armonico è di abete di due pezzi. In questo strumento notiamo: che, nella parte frontale del riccio, al centro si trova un foro, è fatto con il compasso, usato per fare i cerchi che servono a centrare la scultura del riccio; la stessa tecnica è stata usata da Antonio Stradivari. Lo spessore del bordo è più alto, nella nocetta e nelle punte superiori, anche le punte inferiori (volte verso l’interno della cassa armonica) hanno lo spessore più alto, ma in questo caso si ha un effetto inverso nella sgusciature del bordo.
La tastiera come la cordiera sono rivestite da strisce di madreperla che impreziosiscono e accentuano l’originalità della viola.

29) Liuto piccolo: scuola padovana o veneziana (fine del 500- inizi 600) Proveniente da Milano, Museo Teatrale alla Scala.
In tutte le famiglie di strumenti, si modifica il volume della cassa armonica per ottenere un suono soprano, contralto, tenore e basso, altre piccole modifiche nella misura degli strumenti, sono state fatte nella costruzione di strumenti per studenti bambini. Questo piccolo liuto potrebbe essere stato costruito per un bambino.

30) Mandolino “pandurina”: Giovanni Smorsone (Roma,1736). Proveniente da Berlino, Musikinstrumenten-Museum.
Strumento costruito con doghe di avorio e ebano. Uno strato sottile di tartaruga avvolge la parte posteriore del manico e del cavigliere. Le due doghe esterne fatte di avorio, con inciso un motivo floreale, si formano alla base della cassa armonica e con la stessa linearità terminano al capotasto. Lo strumento è esposto con un pregevole astuccio di cuocio punzonato in oro.

31) Chitarra: Iacopo Checcucci (Livorno 1628).
Proveniente da Boston, Museum of Fine Arts.
In genere, la struttura della chitarra indica l’epoca di costruzione, i particolari dalla tecnica costruttiva e dai materiali usati indicano la scuola, ma è nella visione completa dello strumento, nella somma dei più piccoli particolari, nell’armonia delle sue forme, che si ritrovano le differenze tra i vari autori e quindi l’indicazione dell’autore stesso. I pareri espressi anche da bravi colleghi tendenti ad avvicinare lo stile di questa chitarra alle chitarre costruite da Matteo Sellas è privo di riscontro oggettivo. Matteo Sellas è stato uno dei più grandi liutai veneziani ma spesso, stilisticamente appesantisce le sue opere, con paesaggi o figure incise in superfici di avorio. Questa chitarra, unico esemplare perfettamente conservato, è la massima espressione di raffinatezza ed eleganza della liuteria livornese, che in epoca successiva, si riconferma nella costruzione di strumenti ad arco, ad opera della famiglia Gragnani.

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32) Chitarra: (italia, prima metà del XVII secolo). Proveniente da L’Aja, Gemeentemuseum den Haag.
Strumento composito; Di Matteo Sellas è il fondo, le fasce e il manico. Queste parti sono di avorio intarsiato in ebano. Il manico è stato scorciato da un liutaio anonimo, lo stesso ha costruito nuovo, o modificato la paletta e il piano armonico.

33) Chitarra: Koch Crisotph (Venezia metà del sec. XVII). 
Proveniente da Parigi, Musée de la Musique, (antica collezione Paul Cesbron). Strumento con cinque ordini di corde doppie. Il fondo e le fasce sono formati da strisce di avorio, intervallati da filetti, fatti da una striscia di avorio al centro e due strisce di legno ai lati. Il manico e la paletta sono le uniche parti arabescate con pregevole intarsia. Nella visione frontale questa chitarra, si presenta con due lati del modello, caratterizzato da due linee che dal centro si spostano verso il lato superiore e inferiore, conservando nel maggiore tratto possibile il movimento della linea centrale.

34) Tiorba o Liuto attiorbato: Matteo Sellas (Venezia 1638).
Proveniente da Londra, Victoria & Albert Museum.
Il guscio della cassa è costruito da quindici doghe di avorio, intervallate da filetti di ebano con al centro uno strato di avorio, il manico e il cavigliere hanno un arabesco di ebano intarsiato nell’avorio, ai lati due filetti fatti da rombi e tondi di avorio e ebano, formano il disegno che quaranta anni dopo, lo ritroviamo negli strumenti intarsiati da Antonio Stradivari. Il piano armonico è di abete a venatura stretta, al centro ha una rosetta finemente intagliata, sopra il ponticello si trova la decorazione in avorio vista prima dietro il manico. La tastiera riproduce in tre formelle di avorio i paesaggi tipici di questo Maestro.

35) Flauto dolce contralto: anonimo (Napoli, 1750). Proveniente da Londra, Victoria & Albert Museum.
Costruito in legno, coperto da uno strato sottile di tartaruga, ottone, argento e avorio.

36) Oboe bassetto “Fagottino”: Andrea Fornari (Venezia ultimo quarto del sec. XVIII).
Proveniente da Milano, Conservatorio di musica “Giuseppe Verdi”. Fatto con acero tinto, avorio e ottone.

37) Oboe: Giovanni Maria Anciuti (Milano, 1718).
Proveniente da Roma, Museo degli Strumenti Musicali. Fatto in palissandro, avorio e argento.

38) Flauto dolce sopranino: Giovanni Maria Anciuti (Milano, 1709).
Proveniente da Belluno, collezione Federico Velluti. Fatto in avorio e argento.

39) Flauto traverso: anonimo (secondo quarto del sec. XVIII).
Proveniente da Milano, Museo degli Strumenti Musicali Castello Sforzesco. Fatto in avorio e argento.

40) Oboe: Giovanni Maria Anciuti (Milano, 1722). Proveniente da Milano, Museo degli Strumenti Musicali Castello Sforzesco.
Fatto in avorio e argento.

41) Flauto dolce contralto: Giovanni Maria Anciuti (Milano, 1740).
Proveniente da Milano, Museo Teatrale alla Scala. Costruito in avorio cedro? (blocco).

42) Flauto dolce contralto: Giovanni Maria Anciuti (Milano, 1740).
Proveniente da Londra, Victoria &  Albert Museum. Costruito in avorio cedro? (blocco).

43) Oboe: Giovanni Maria Anciuti (Milano, prima metà del sec. XVIII).
Proveniente da Londra, Victoria & Albert Museum. Fatto in avorio e metallo.

44) Flauto doppio (flauto d’accordo): Giovanni Maria Anciuti (Milano, 1719).
Proveniente da Parigi, Musée de la Musique.
Costruito in avorio conifera (blocchi).

45) Flauto doppio (flauto d’accordo): Giovanni Maria Anciuti (Milano, 1722).
Proveniente da Parigi, Musée de la Musique.
Costruito in avorio, conifera (blocchi).

46) Oboe: Giovanni Maria Anciuti (Milano, 1719). Proveniente da Parigi, Musée de la Musique. Costruito in avorio e argento.

47) Oboe: Giovanni Maria Anciuti (Milano, prima metà del sec XVIII).
Proveniente Parigi, Musée de la Musique.
Costruito in avorio e argento.

48) Spinetta ottavina: Giorgio Berneri (Roma, 1608).
Proveniente da Roma, Museo Nazionale degli Strumenti Musicali. Strumento di piccole dimensioni, costruito in legno di conifera, latifoglio e ebano. Le quattro tavole laterali sono di legno, listrate in entrambi i lati da uno strato sottile di avorio. La listra di avorio incollato ai due lati delle tavolette, oltre ad impreziosire lo strumento evita (col passare degli anni) la deformazione delle stesse. Il piano armonico è di abete con al centro una rosetta finemente intagliata nel piano stesso.

49) Mandola: costruttore anonimo (Napoli?, 1700 ca.).
Proveniente da Kilmarnock, Dean Castle, Collections of East Ayrshire Council.
Strumento con etichetta stampata “Ebar Enrico Fecit Anno Domini 1655”. A mio parere questa etichetta indica il vero costruttore nato in Germania e operante a Venezia. Ciò si conferma nella sapiente costruzione delle doghe di avorio e l’intarsio geometrico nel manico sempre realizzato in avorio. E’ vero che nella paletta è presente la scuola raffinata dei liutai vinaccia del XVIII secolo, ma questi potrebbero avere appreso proprio da questo strumento o comunque da questo liutaio certi caratteri stilistici. Pur ritenendo questa mandola opera dell’autore indicato dalla etichetta, potrebbe anche trattarsi di un composito, con la paletta e il piano armonico opera dei napoletani Vinaccia.  La rosa è certamente di epoca  successiva.

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50) Arciliuto: anonimo (Italia, inizio del sec. XVII).
Proveniente da Kilmarnock, Dean Castle, Collections of East Ayrshire Council. La cassa armonica è costruita con eleganti doghe di avorio, della stessa mano è l’intarsio dietro al manico. Il piano armonico è di abete rosso. Le tre rosette in pergamena e l’intarsio sopra la tastiera potrebbero essere di epoca successiva.

51) Colascione: anonimo (Venezia o Padova, sec. XVII).
Proveniente da Kilmarnock, Dean Castle, Collection of East Ayshire Council.
La cassa armonica, ha il dietro fatto da doghe di avorio, intervallate da filetti di ebano e lo stesso stile si ripete nel manico. Interessante è la linea delle due doghe di ebano ai lati della cassa, che si ripetono nello stesso stile ai lati del manico. Il piano armonico è originale, fatto da un solo pezzo di abete.

52) Mandolino: anonimo (probabilmente Roma, 1730 ca.)
Proveniente da L’Aja, Gemeentemuseum den Haag.
La cassa armonica è fatta da quindici doghe di ebano, intervallate da filetti di avorio, questi con la stessa linearità si trovano anche dietro al manico e dietro al cavigliere. I piroli sono di avorio, il piano armonico è di abete di un solo pezzo, ha una rosa centrale finemente intagliata nel piano stesso.

53) Mandolino: anonimo (Italia del nord, 1720 ca.)
Proveniente L’Aja, Gemeentemuseum den Haag.
Il guscio è formato da doghe di avorio, intervallate da filetti di ebano, mentre dietro il manico, i filetti sono di avorio. Lo stile del cavigliere si ritrova anche nei mandolini lombardi del sec. XX.

54) Colascione: (Italia settentrionale, forse Brescia, 1700 ca.).
Proveniente da L’Aja, Gemeentemuseum den Haag. Questo strumento, ha le caratteristiche dominanti del calascione esposto col numero 51, credo si tratti dello stesso autore.

55) Chitarra: Magno Stegher (Venezia, 1621).
Proveniente da Kilmarnock, Dean Castle, Collectons of East Ayrshire Council.
Ultimo strumento esposto in questa mostra. In questa chitarra si ritrova, nelle doge di ebano intervallate da sottili filetti di avorio che si ripetono, con lo stesso materiale e lo stesso stile nelle fasce; le linee più pure della liuteria classica, è l’intarsio del manico e l’intarsio del piano armonico che fanno di questo strumento un’opera che porta il barocco al suo massimo livello di bellezza.

 56) Trittico Agliardi: Evaristo Baschenis (Bergamo 1664 – 1666).
A) Accademia musicale
B) Natura morta di strumenti musicali
C) Accademia musicale di Alessandro Agliardi
Olio su tela proveniente da collezione privata.

Prima di lasciare la mostra che consiglio a tutti di visitare, sono attratto da una vetrina poco illuminata, che in fondo alla sala, mostra alcuni liuti, strano! Questi liuti sono pieni di polvere! Com’è possibile che questi esperti liutologhi organizzatori della mostra abbiano fatto esporre strumenti in queste condizioni? Questi avranno fatto l’ultimo concerto nell’anno del signore 1664. Mi avvicino piano,  mi accorgo con stupore che non è una vetrina, ma è il quadro centrale del trittico di Baschenis, raffigurante una natura morta, con liuti ricoperti da uno strato sottile di polvere, interrotta da ditate che segnano e fermano nel tempo l’ultimo concerto.

25) La Musica (1775 - 1780)
Galleria dei Lavori after a model by Giuseppe Zocchi (Fiesole 1715 - Firenze 1767)
Semi-precious and soft-stone mosaic picture in a ...stone frame gilded in bronze.
Florence, Museo dell' Opificio delle Pietre Dure.

26) Carved and inlaid violin (Parma, 1687)
Domenico Galli (Parma, 1649 - 1697)
This violin comes from Modena, Galleria Estense .In 1687-1691 ,while Antonio Stradivari was making the quintet at Cremona for Prince Ferdinando de Medici ; the violin maker Domenico Galli of Parma was making a violin and a violincello for Francesco II D’Este ,Duke of Modena. The two instruments were exhibited in Cremona at the Celebrazioni Stradivariane and published in the catalogue “L’esposizione di liuteria Antica a Cremona nel 1937”on pages 245-247. The violin exhibited here, has the back, sides and neck of one piece in maple with a  narrow curl. It has been fretworked ,inlaid and carved with great skill, the heraldic arms ,exalted by refined carving and arabesques , to celebate the baroque and raise it to the maximum levels of art.

27) "Sunrise" Violin  ,inlaid violin (Cremona, 1677)
Antonio Stradivari (Cremona, 1644 - 1737)
This violin comes from Evelyn and Herbert R.Axelrod ‘s collection TZurich, Sammlung alter Musikinstrumente.  Its ribs and scroll are inlaid with ebony paste,the purfling is formed  with  ivory rhomb and circles of one piece , the ribs are of maple with the curl inclined in the Maestro’s style , only the right “C” has the curl inverted.The “Sunrise”belongs to his first period,  this can be seen from the sound holes which when seen from a side view have the upper part indented towards the rib line .In later production Antonio Stradivari modified the belly and affirmed his absolute supremacy in violin making.This violin is published in “Antonio Stradivari in Japan “ from pages 9-17, where you can see the violin opened. The manico has been lengthened and modified near the sound box joint , a technique to be found also in Nicolò Paganini’s violin ,and which was in use at the beginning of the 19th century , later the lengthened  necks were grafted at the scroll.

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28) Lobed viola Giovanni Grancino (Milan, 1662)
This  viola comes from Milano, Castello Sforzesco, Museo degli strumenti musicali.-It can be seeIAIn the book “ Gasparo da Salò”Life and works ,1540-1609 ,by A:M:Mucchi ,ed Ulrico Hoepli Milano 1940, at the end of the work a viola da gamba can be seen (see picture11) which was made in Brescia in 1547 and is in the “Museo del Conservatorio di Parigi”.This viola da gamba ,(with different measurements ) has the same design as the viola da braccio on show in this exhibition. The particular design of this Brescian viola shows the ongoing research of this period,while in  the violin maker Giovanni Grancino made instruments in the present for musicians of the future ,I think he too,already in his period looked back at the evolution of violin making in the past. The Grancino viola has a back of one piece ,without curling , and the ribs and neck are of the same wood.The sound board is of two pieces of fir. We can see that  this instrument  has a hole in the centre front part of the scroll made by a compass ,which was used to make the circles needed to centre the carving of the scroll, the same technique was used by Antonio Stradivari.The thickness of the border is higher in the nut and upper parts ,also the lower parts facing the sound box ,but in this case there is the opposite effect in the carving of the border.The fingerboard and tailpiece have been covered with strips of mother-of-pearl which enrich and accentuate its originality.

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29) Small lute
Venetian or paduan school
Milan, Museo Teatrale dell Scala.
In all instrument families you modify the sound box to obtain soprano ,contralto ,tenor and bass ,other small changes in measurements are made when making instruments for children.This small lute could have been made for a child.

30) Mandolin (pandurina) (Rome, 1736)
Giovanni Smorsone (ca. 1670 - 1738)

Label: Giovanni Smorsone/in Roma/1736 Berlin,Musikinstrumenten-Museum.
This instrument was made with strips of ivory and ebony. A thin layer of tortoiseshell covers the back of the neck. The two external strips are of ivory with a floral pattern engraved on them ,they are at the bottom of the sound box and continue to the head .The instrument is on show with a valuable leather case stamped in gold.

31) Guitar (Leghorn, 1628) Jacopo Checcucci.This comes from the  Museum of Fine Arts ,Boston. The structure of the quitar usually indicates its period of production,   the techniques and materials used denote the school ,but it is the whole ,the sum of its parts ,the harmony of its form that show the difference in author and so represent him. Skilled colleagues tend to see this style as close to that of the quitars made by Matteo Sellas but this is without any objective verification. Matteo Sellas was one of the greatest Venetian Liutai but he often overdecorated his works with landscapes or figures engraved onto the surface in ivory.This quitar ,unique and in perfect condition is  a perfect example of the refined elegance of Livornese Liuteria ,which later was reconfirmed in string instruments made by the Gragnani family.

32) Guitar (Italy, first half of17th century)
The Hague, Gemeentemuseum den Haag.
Composite violin ;The back ,ribs and neck were made by Matteo Sellas and are in ivory engraved in ebony. The neck was  shortened by an anonymous Lutaio who also made or modified the paletta and sound board.

33) Guitar ( Venice, mid 17th century)
Cristoph koch Paris, Musee de la Musique (antica collezione Paul Cesbron) .An instrument with 5 orders of double chords. The back and ribs are formed with strips of ivory,divided by thin lines ,with a strip of ivory in the centre and two strips of wood at the sides.The neck and palette are the only parts arabesqued with valuable inlaid work. The front on this guitar shows two sides of the model,characterized by two lines which move from the centre towards the top and bottom, keeping where possible the movement of the central line.

34) Theorbo or "Liuto attiorbato" (Venice, 1638) Matteo Sellas (active in venice, 1610 - 1661 c.) London, Victoria & Albert Museum.
The shell of the case is made of 15 ivory staves ,separated by ebony strips  ,with a strip of ivory at the centre ,the  neck and  cavigliere have an arabesque  of ebony inlaid in ivory ,at the sides there are two  strips of rhomb and circles in ivory and ebony to form a design that forty years after can be seen in Antonio Stradivari’s inlaid instruments. The sound board is made of fir with narrow veining, there is a finely inlaid  rose ornament in the centre ,and above the bridge  the ivory decoration first seen behind the neck.The fingerboard shows  3 ivory landscape pannels typical of this Maestro.

35) Tremble recorder (Naples, 1750)
Anonymous
It is made in boxtree, covered in a thin layer of tortoiseshell, gold, silver, and ivory. It comes from the - Victoria & Albert Museum,London.

36) Basset oboe (fagottino) Venice, last quarter of the 18th century Andrea Fornari.
It is made of tinted maple, ivory, and brass .It comes from the Conservatorio G.Verdi.,Milan.

37) Oboe (Milan, 1718)
Giovanni Maria Anciuti (active in milan from 1709 - 1740) Museo degli Strumenti Musicali ,Rome.. It is made of rosewood, ivory,and  silver.

38 ) Sopranino recorder (Milan, 1709)
Giovanni Maria Anciuti (active in milan from 1709 - 1740)
It is made of ivory and  silver and comes from the Federico Velluti collection in Belluno.

39) Flute (second quarter of the 18th century)
Anonymous, formerly attribuited to Giovanni Maria Anciuti. It is made of ivory and  silver and  comes  from Castello Sforzesco, Milan.

40) Oboe (Milan, 1722) Giovanni Maria Anciuti (active in milan from 1709-1740) It is made of ivory and  silver and comes from Castello Sforzesco, Milan.

41) Treble recorder (Milan,1740) Giovanni Maria Anciuti (active in milan from 1709-1740) It is made of  ivory cedar  and comes from the Museo Teatrale della Scala  ,Milan.

42) Treble recorder (Milan, 1740)
Giovanni Maria Anciuti (active in milan from 1709-1740)
It is made of  ivory cedar  and comes from the Victoria & Albert Museum , London .

43) Oboe (Milan, the first half of the 18th century) Giovanni Maria Anciuti (active in milan from 1709-1740)
It is made of  ivory and metal  and comes from the Victoria & Albert Museum , London.

44) Double recorder (flute d'accord) (Milan, 1719)
Giovanni Maria Anciuti (active in milan from 1709-1740) It is made of  ivory conifer   and comes from the
Museè de la Musique, Paris.

45) Double recorder (flute d'accord) (Milan, 1722)
Giovanni Maria Anciuti (active in milan from 1709-1740) It is made of ivory conifer and comes from the Museè de la Musique , Paris.

46) Oboe (Milan, 1719)
Giovanni Maria Anciuti (active in milan from 1709-1740)
It is made of ivory and silver and comes from the
Museè de la Musique.

47) Oboe (Milan, 1719)
Giovanni Maria Anciuti (active in milan from 1709-1740)It is made of ivory and silver and comes from the Museè de la Musique.

48) Octave spinet (Rome, 1608)
Giorgio Berneri (Rome late 16th- early 17th century)
This small instrument  is made of  conifer  and broadleaf wood, and ebony. The four tables  at the side are in wood , with a  thin layer of ivory bordering both sides .The strips of ivory glued to the two sides of the  table not only make the instrument more valuable but also protect it from deforming in time. The sound board is in fir and there is a finely inlaid rose ornament in the wood .This instrument comes from the Museo Nazionale degli Strumenti Musicali ,Rome.

49) Mandola (Naples(?), 1700 c.)
Anonymous
It comes from the  collections of Dean Castle East  Ayrshire Council Kilmarnock.
The instrument has  a printed label:<<Ebar Enrico\Fecit anno domini 1655>>. In my opinion this label is original by the maker, who was born in Germany and worked in Venice. This is clear in the masterly made strips of ivory and the geometric inlaid work on the handle, again made of ivory. It is true that the palette has the  evident  presence of the refined school of Vinaccia’s XVIII century violin makers , but they could have learned some of their characteristic style exactly from this instrument or in anycase from this maker. Even if I consider this Mandola a work of the maker indicated by the label, it could also be a composit, with the sound board and the palette made by the Vinaccia’s in Naples.The rose has certainly been added later. 

50) Arciliuto (Italia, the beginning of XVII secolo) Anonymous.It comes from Dean Castle ,Collections of East Ayrshire Council Kilmarnock. The sound box is made of elegant strips of ivory and the same hand has inlaid the back of the neck .The sound box is made of  red fir. The three rose ornaments in parchment and the  inlay above the fingerboard  could be of a later period.

51) Colascione (Venice or Padua, 1567)
Anonymous
It comes from Dean Castle, Collections of East Ayrshire Council Kilmarnock. The sound box has its back made of ivory strips,separated by threads of ebony  and the same style is repeated on the neck. The two strips of ebony on the ribs of the case are interesting in that they repeat the style on the  side of the neck .The sound board is original and made of one piece of  fir.

52) Mandolino (Roma (?), 1730 ca.)
Anonymous It comes from the Hague, l’Aja  and the sound box is made of 15 ebony strips ,separated by threads of ivory ,with the same line found behind the neck and cavigliere . The pegs are of ivory , the sound board of a single piece of fir  and at the centre it has a finely inlaid rose ornament in the board itself.

53) Mandolin(Northern Italy, 1720 c.)
 Anonymous It comes from the Hague, l’Aja  and the shell is made of ivory strips ,separated by ebony threads ,whilest the threads behind the neck are of ivory. The style of the cavigliere is to be found in Lombard mandolins in the XX century.

54) Colascione (Northern Italy, perhaps Brescia 1700 c.)
Anonymous It comes from the Hague, l’Aja and has the same characteristic as the colascione  N.51. I believe it is by the same author.

55) Guitar (Venice, 1621)
Magno Stegher It comes from Dean Castle ,Collections of East Ayrshire Council , Kilmarnock. It is the last instrument on show in the exhibition.Its ebony strips separated by ivory threads repeat themselves ,with the same material and style as the ribs, making it  a perfect eample of the pure lines of classical Liuteria .It is inlaid both on the neck and sound board and it is this which makes this work a baroque masterpiece.

56) Agliardi Triptych (1664, 1666)
Evaristo Baschenis (Bergamo 1617-1677) It comes from a private collection
A:Musical performance of Evaristo Baschenis at the spinet and Ottavo Agliardi with an Archlute.
 Oil on canvas.
B:Still Life with Musical instruments.
Oil on canvas.
C:Musical performance of Alessandro Agliardi with a Guitar and Bonifacio Agliardi.
Oil on canvas

Before leaving the exhibition I would advise all visitors to have a look at a poorly lit showcase at the end of the room, which holds some  lutes ,strange! These lutes are all full of dust  ! How come such expert  Liutologists have organized an exhibition exhibiting instruments in such condition?These must have played their last concert in 1664. I slowly go towards them ,and then I realise to my surprise that it is not a showcase but a picture ,the central part of Baschenis’ Tryptich ,portraying a still life , with lutes covered in a layer of dust ,interrupted by the fingerprints that sign and stop at the time of the last concert.

56 A

56 C

56 B
Il visitatore che vuole approfondire la conoscenza degli strumenti esposti, con teorie e descrizioni diverse dalle mie, lo consiglio di comprare il catalogo della mostra, “Meraviglie Sonore” strumenti musicali del periodo barocco italiano, edito da Giunti Editore S.p.A. via Bolognese n°165 – 50139 Firenze.La visione completa di tutte le foto e del programma dei concerti la trovi nel sito della mostra www.meravigliesonore2007.it
Any visistors who would like to gain a deeper knowledge about the instruments exhibited with theories and descriptions other than mine should buy a catalogue of the exhibition, “Marvels of Sound and Beauty”Italian Baroque musical instruments ,ed Giunti S:p.aVia Bolognese n.165 -50139 Florence. All photos and the concert programme are available at www.meravigliesonore2007.it
   
Ciaccona, registrata su disco edito da
Arte Liutaria.
Ciaccona, recorded on a disc published by
Arte Liutaria.
Marco Fornaciari, livornese, ha studiato nella sua città con il M° C.Chiti, proseguendo gli studi presso l'Accademia Chigiana con i Maestri Accardo, Brengola e Gulli. In seguito si è diplomato con distinzione nella classe del M° C. Romano presso il Conservatorio di Ginevra. Ha suonato nelle più prestigiose sale mondiali: la Scala, il Mozarteum, il Musikverein, la Salle Pleyel, l'Accademia di San Pietrobur-go, la sala Ciaikowski, il Bunka Kaikan, la Sidney Opera House e in molte altre, registrando per numerosi enti radiotelevisivi in Italia, Svizzera, Germania, Austria, Giappone, Argentina, Australia, Corea e U.S.A. Ha inciso musiche di Beethoven, Bartok, Paure, Ravel, Schumann, Schoenberg e Vivaldi per la Erato francese; per la Foné italiana ha realizzato la registrazione integrale delle oltre 70 composizioni di Paganini per violino e chitarra. Si dedica anche al repertorio per viola e alla pratica del violino barocco, con cui ha eseguito fra l'altro l'integrale delle Sei Sonate e Partite di J. S. Bacii.
Marco Fornaciari, from Livorno, studied in his home city with maestro C. Chiti and continued his studies at the Accademia Chigiana with maestros Accardo, Brengola and Gulli. He subsequently graduated with honours in the class of maestro C. Romano at the Geneva Conservatory. He has played in the most prestigious concert halls world-wide: the Scala, the Mozarteum, the Musikverein, the Salle Pleyel, the St. Petersburg Academy, the Tchaikovsky concert hall, the Bunka Kaikan, the Sidney Opera House and many others. He has recorded for numerous radio and television networks in Italy, Switzerland, Germany, Austria, Japan, Argentina, Australia, Korea and the U.S.A. He has recorded music by Beethoven, Bartok, Faure, Ravel, Schumann, Schoenberg and Vivaldi for Erato of France; for Fone of Italy he made a complete recording of the over 70 compositions by Paganini for violin and guitar. He also plays the viola and the Baroque violin, with which he has played, among other pieces, the six sonatas and partitas of J. S. Bach.
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