A sinistra quadro di
Richard Mauri.
 
On the left
Richard Mauri Painting
.
 
 
 
   
 
GLI ULTIMI DEI BISIACH
THE LAST OF THE BISIACH

di Pardo Fornaciari
La vecchia carta intestata dei Bisiach.
Old bisiach's registered paper.
Giacomo Bisiach, l'ultimo rappresentante della dinastia di grandi liutai che ha saputo, grazie alle geniali intuizioni del suo iniziatore, Leandro senior, rinverdire i fasti della liuteria classica italiana, vive tut-t'ora, ottantottenne, a Venegono Superiore, nel paese cioè dove il padre si spense nel 1945, dopo essersi ritirato nella villa di Monterosso. La vita professionale di Giacomo Bisiach si intreccia con quella del fratello minore Leandro junior, di quattro anni più giovane, ormai scomparso dal 1982: ma tale rapporto diviene inscindibile solo a partire dagli anni Trenta. Prima, Giacomo (nato nel 1900) si era dedicato agli studi musicali, presso la scuola di Musica di Milano. Era infatti salda opinione del padre che un buon liutaio debba essere in grado di cono
Giacomo Bisiach is the last representative of a dynasty of great violin makers that, thanks to the perceptive brilliance of its initiator, Leandro senior, revived the spirit of classic Italian violin making. He is still alive at eighty-eight in Venegono Superi-ore, the town where his father passed away in the villa of Monterosso, his retirement home. Giacomo Bisiach's professional life was interwoven with that of his brother Leandro jr., four years younger than Giacomo, who died in 1982. This relationship became solid, however, only during the 1930's. Before then Giacomo, born in 1900, had dedicated himself to studies at the music school in Milan. In fact, it was his father's firm opinion that in order to build a good instrument a violin maker had to know,
Discendenti della celebre scuola di Stradivari.
Descendants of the noted Stradivari's school.
Leandro Bisiach.
Estate 1921.Venelani, superiore in alto da sinistra Leandro, Carlo, Andrea, Giacomo, seduti il maestro Leandro e Igino Sderci.
Summer 1921. Venelani, up high on the left Leandro, Carlo, Andrea, Giacomo, seated the maestro Leandro and Igino Sderci.
Strumenti d'amore costruiti e brevettati da Leandro Bisiach.
Instruments d'amore builded and paptented by Leandro Bisiach.
scere per così dire dall'interno i problemi che pone l'esecuzione su uno strumento ad arco, per realizzarne di ottimi. Infatti Leandro senior era stato un valente violinista, ed il secondo figlio Carlo 2 divenne uno stimato violoncellista: sulle orme del fratello maggiore anche Giacomo si dette al violoncello, almeno sinché, non ancora diciottenne, fu chiamato alle armi. Soldato giovanissimo in un reggimento d'artiglieria pesante campale, Giacomo ebbe la fortuna di partecipare alla Grande Guerra quand'essa volgeva al termine: congedato, raggiunse il padre che già dal 1916 si era trasferito a Siena, all'appello del conte Guido Chigi-Saracini, per organizzarvi un Museo di strumenti musicali con annesso Laboratorio di liuteria. Quivi conobbe, e fu un sodalizio ricco di apporti mutui, l'intagliatore chiantigiano Iginio Sderci, che alla non più verde età d'oltre trent'anni, conosciuti i Bisiach, aveva rivolto la sua abilità alla liuteria (arte che lo
from the inside out, the problems that present themselves. Leandro senior had been a capable violinist, and his second son Carlo became a well-known violoncellist. Giacomo followed in his brother's footsteps and studied violoncello until at eighteen he was called into military service.An extremely young soldier in a heavy artillary regiment, Giacomo was fortunate to enter the war as it drew near its end. Once discharged, he joined his father, who in 1916 had moved to Siena at the service of Count Chigi-Saracini, in order to organize a museum of musical instruments with a violin-making annex. Here Giacomo got to know Iginio Sderci, the inlayer from Chianti; the two men formed a friendship based on great mutual support. Sderci had met the Bisiachs when, over thirty and no longer young, he had turned his energies to violin making, an art that he would continue to practice until his death,
Vecchia pagina pubblicitaria.
Old advertising page.
Fratelli Giacomo e Leandro Bisiach.
The brothers Giacomo and Leandro Bisiach.
vedrà produttivo vegliardo sino alla scomparsa, avvenuta nel 1983, a 99 anni) 3. Sotto l'orientamento di quest'ultimo, e soprattutto del padre e dei fratelli maggiori, Giacomo col fratello minore Leandro jr. affinò le proprie capacità, e quando agli inizi degli anni Venti il padre, conclusa l'esperienza senese, rientrò a Milano, i figli lo seguirono, salvo Carlo, che trovata moglie a Siena nella persona della pianista Daria Guidi, decise di stabilirsi definitivamente in Toscana, a Firenze. Gli altri componenti della famiglia invece si concentrarono, appunto, a Milano. Nell'atelier del padre, in piazza Duomo 2 sotto i portici meridionali, Giacomo ebbe modo di studiare approfonditamente le caratteristiche degli strumenti costruiti dai maggiori maestri della tradizione classica italiana, grazie soprattutto al continuo afflusso di concertisti che passavano dal laboratorio del padre, per far mettere a punto il proprio strumento. In accordo poi col sistema ideato dal padre per rende più funzionale la produzione del laboratorio, Giacomo si specializzò nella
Vecchio biglietto.
Old card.
Viola Giacomo e Leandro Bisiach: il piano.
Viola Giacomo e Leandro Bisiach: the table.
Viola Giacomo e Leandro Bisiach: il fondo.
Viola Giacomo e Leandro Bisiach: the bottom.
tecnica della verniciatura, dapprima, e poi in quella del restauro. Una delle grandi intuizioni di Leandro senior era stata infatti quella di organizzare la produzione in modo da superare il concetto del liutaio tuttofare, per mettere invece insieme una vera e propria squadra di artisti, il cui prodotto finale fosse tanto più apprezzabile, quanto più risultasse dalla sommatoria o meglio dall'integrazione delle capacità specialistiche di ciascuno. Questo modello produttivo aveva dato ottimi frutti sin dall'inizio, se è vero che già all'epoca della collaborazione con Riccardo e Romeo An-toniazzi questi ultimi erano specializzati nella costruzione iniziale dello strumento, mentre Leandro Bisiach sr. ne curava e controllava la finitura, cioè gli spessori, la verniciatura, la sonorità, in una parola, l'assetto finale complessivo. In questo senso, Giacomo dunque appare
in 1983, at ninety-nine. Under the guidance of Sderci and of, above all, his father and his older brothers, Giacomo joined his brother Leandro and worked on refining his abilities.
At the beginning of the Twenties his father finished the work in Siena and returned to Milan: his sons followed him. Only Carlo, who in Siena had found his wife, the pianist Daria Guidi, decided to establish himself permanently in Tuscany, at Florence. The other family members gathered in Milano. In his father's workshop at Piazza Duomo 2, under the southern porticos, Giacomo was able to conduct an indepth study of instruments built by the major masters of classic Italian tradition, thanks to the continual flow of musicians who came to the shop for the set up of their instruments.
Fratelli Bisiach, Carlo, Leandro, Andrea, Giacomo.
Brothers Bisiach, Carlo, Leandro, Andrea, Giacomo.
ancor oggi non soltanto come l'ultimo, ma soprattutto come il più genuino erede dell'abilità paterna, visto che nel periodo in cui, rientrato a Milano, restò a lavorare col padre (approssimativamente, circa un decennio) si specializzò nelle tecniche particolari citate prima, ossia della verniciatura e del restauro, più che applicarsi alla vera e propria costruzione dello strumento. Il primogenito dei figli di Landra sr., An-drea, aveva un carattere schivo: rifiutò sempre le interviste, le foto di rappresentanza, gli articoli divulgativi sulla propria arte. Così di lui possiamo ricordare solo che la sua produzione, nell'ambito della famiglia, fu la più esigua (una trentina di violini): la sua specialità era quella di saper riconoscere al minimo indizio l'autore d'uno strumento, da gran raccoglitore di strumenti antichi e moderni che era stato, nel suo laboratorio di via Lugabella, in una bellissima casa del '600 dove s'era stabilito prima dell'ultima guerra, per poi trasferirsi in via Spiga. Per i suoi meriti e la sua competenza, agli inizi degli anni Sessanta era stato eletto presidente della «Entente
As part of a system conceived by his father to improve the functional operation of the workshop, Giacomo specialized at first in the techniques of varnishing, and later in those of restoration. One of Leandro senior's great ideas was that of organizing production in such a way as to create a team of artists, instead of a series of violin makers, each one responsible for all the operations. With Leandro Senior's system, the final product would be the result of the integration of specialized abilities. This system had already had excellent results. During the period of Bisiach's collaboration with Riccardo and Romeo Anto-niazzi, the two brothers specialized in the phases of construction, while Leandro took on the finishing phases, the "trim" of the instrument: that is, the adjusting of thicknesses, the varnishing, and the control of the sonority.
In this sense, today Giacomo can be considered not only the last, but also the most genuine heir of his father's ability, since during that periodo in which he remained with Leandro Sr. in Milan (about ten
La villa dei Bisiach.
The Bisiach's house.
Internationale des Luthiers et des Arche-tiers». Giacomo invece aveva deciso con Leandro jr. di dar vita nel 1932 al sodalizio fraterno che doveva durare oltre quarant'anni. Dapprima in via san Nicolao, quindi (sempre a Milano) in Corso Magenta i due Bisiach lavorarono infatti assieme sino al 31 dicembre del 1972, assieme producendo numerosi strumenti che portano nel cartiglio la dicitura «Giacomo e Leandro Bisiach fecero in Milano l'A. ****». Leandro costruì un centinaio di violini, e Giacomo una cinquantina: quasi tutti appena costruiti prendevano la via dell'America, o (specie negli ultimi anni della collaborazione dei due fratelli) del Giappone. Nella sua ottica specialistica, è noto come Giacomo fosse divenuto un raffinato esperto della messa a punto dello strumento: per quel che può valere, a titolo di curiosità, il musicologo ed artista incisore Benvenuto Disertori (docente di paleogra-
years) he specialized in the particular techniques we mentioned earlier, the varnishing and restoration, rather than in actual construction. Leandro's first son Andrea had a retiring nature. He refused interviews, photographs, and articles dealing with his work. We can only say that his production, in the family context, was the smallest; he made about thirty violins. His speciality was that of recognizing immediately a violin maker's work, being a great collector of antique and modern instruments, which he housed in his workshop in via Lugabella, a lovely house built in the 1600's that he had moved into before World War II. Later he was to move to via Spiga. In recognition of his abilities the Entente Internationale des Luthiers et des Archetiers elected him President of their organization during the 1960's. Meanwhile, Giacomo had decided in 1932 to join forces with his brother Leandro.
Ritratto di Giacomo Bisiach.
Portrait of Giacomo Bisiach.
Ritratto di Leandro Bisiach Junior.
Portrait of Leandro Bisiach Jr.
fia musicale rinascimentale a Cremona ed all'Università di Parma) lo ebbe a definire «psichiatra del violino, perché sa mettergli a posto l'anima». Conferma autorevole, anche se forse un po' bizzarra, delle rinomate qualità di Giacomo Bisiach, che del resto era ben conosciuto da concertisti come Fabio Casals, Yehudi Menuhin, Massimo Amphiteatroff, per non citar che i massimi, i quali costantemente ricorrevano ai suoi servigi per garantirsi uno strumento in grado di rendere al meglio delle proprie possibilità. Di Giacomo e di Leandro jr. è bello conoscere una sensibilità che li fa giudicare magnanimi. Perduta la grande collezione di strumenti ed oggetti storici del Sei e Settecento (liuti, quadri, attrezzi e cimeli ereditati da liutai come Ceruti, Gaetano Antoniazzi, Montanari, o dal padre) a causa dei bombardamenti che funestarono Milano nel 1943, i due fratelli ricominciarono da capo, ricostituendo una raccolta
The partnership was to last more that forty years. At first in via san Nicolao, then in Corso Magenta, the two Bisiachs worked together until December 31, building many instruments that bear on the cartouche the words: "Giacomo and Leandro Bisiach fecero a Milano l'A****". (Giacomo and Leandro made this in Milan in the year * * * *) Leandro built about a hundred violins, and Giacomo about fifty: almost all of them were sent to America, or - especially during the years when the brothers were in collaboration - to Japan. Thanks to having specialized, Giacomo became known as a sophisticated expert in the set up of instruments. The musicologist and artist Benvenuto Disertori (professor of Renaissance musical notation in Cremona and at the University of Parma) defined him as a "Psychiatrist of the violin, because he knew how to put the anima in place". (T.N. "Anima" in Italian means both soul
Leandro Bisiach, Giuseppe Stefanini e Giacomo Bisiach.
 
invidiabile. Quando poi sciolsero la società per ritirarsi a Venegono, cedettero tutti i loro strumenti, antichi e moderni, radunati dopo gli eventi bellici, a concertisti di valore, che ancor oggi li apprezzano e li usano per i loro concerti. Testimonianza del senso positivo del liutaio, che preferisce l'essere all'avere, preferisce sapere lo strumento vivente, in mano all'esecutore, piuttosto che conservato improduttivamente in teche di vetro o in forzieri.

NOTE AL TESTO

1 Notizie sulla personalità imprenditoriale ed artistica di Leandro Bisiach senior possono essere reperite in P. Fornaciari, «Un patriarca della liuteria italiana: Giuseppe Leandro Bisiach», in «Arte Liutaria» n. 8 Agosto 1987, p. 31.
2 Su Carlo Bisiach, vedi P. Fornaciari «Un degno continuatore dell'arte paterna: Carlo Bisiach», in «Arte Liutaria» n. 9, Dicembre 1987, p. 44.
3 La figura di Iginio Sderci è tratteggiata esaurientemente nell'articolo di Salvatore Barba «Iginio Sderci, uno dei grandi», apparso su «Arte Liutaria» n. 1, Maggio 1985, p. 32.
4 Giuseppe Ornati «II Classico», «Arte Liutaria» n. 1, Anno 2°, p. 32.
and sound post). An authoratative, if a little bizarre, confirmation of Giacomo Bisiach's reknowned abilities. He was well known by such artists as Pablo Casals, Yehudi Menuhin, and Massimo Amphiteatroff, to name only the greatest. They returned to him for their set ups in order to be sure of having instruments capable of realizing their possibilities. To understand the reputation gained by Giacomo and Leandro Jr. for generosity, it is important to hear their story. After having lost, in bombing raids on Milan in 1943, their great collection of instruments, lutes, paintings and memorabilia from the six and seven hundreds, inherited from violin makers such as Ceruti, Gaetano Antoniazzi, Montanari, as well as from their father, the two brothers started all over again, putting together an invidiable collection. When they dissolved their partnership to retire to Venegono, they gave all their instruments, both modern and antique, to gifted concert artists, so that today they are still used and appreciated. This is an example of the positive spirit of violin making, of men who prefer being to having, who prefer knowing that an instrument is living in the hands of a musician, to seeing it sit unproductively in a glass case or a safe.

1 Further information on the commercial and artistic nature of Leandro Bisiach senior can be found in P. Fornaciari's "Un patriarca della liuteria italiana: Giuseppe Leandro Bisiach", in "Arte Liutaria" n. 8 August 1987 p. 31.
2 On Carlo Bisiach, see P. Fornaciari "Un degno continuatore dell'arte paterna: Carlo Bisiach", in "Arte Liutaria" n. 9, December 1987, p. 44.
3 The figure of Iginio Sderci is exhaustively described in the article by Salvatore Barba "Iginio Sderci, uno dei grandi", in "Arte Liutaria" n. 1, may 1985, p. 32.
4 Giuseppe Ornati "II Classico" Arte Liutaria n. 1, anno 2, p. 32.
Elenco dei liutai che lavorarono nel laboratorio di liuteria di Leandro Bisiach sr. in Piazza Duomo 2, a Milano.

Antoniazzi Riccardo, Cremona, 1860-1913; Antoniazzi Romeo, Cremona, 1862-1922; Briani Cipriano, Vicenza, 1862-1914; Mandelli Camino, Olgiate C., 1873-1941; Sgarabotto Gaetano, Vicenza, 1878-1941; Sderci Iginio, Gaiole in C., 1884-1983; Varagnolo Ferruccio, Padova, 1885-1916; Colombo Camillo, Monza, 1887-196?; Ornati Giuseppe, Albairate, 1887-1963; Ca-vani Vincenzo, Modena, 1889-196?; Parra-vicini Pietro, Bovisio, 1889-1957; Moglie Albert, Roma, 1890-198?; Bisiach Andrea, Milano, 1890-1967; Bisiach Carlo, Milano, 1892-1968; Borghi Pietro, Lugo, 1892-1942; Garimberto Ferdinando, Parma, 1894-1983; Tarasconi Mirco, Saronno, 1896-19??; Bisiach Giacomo, Milano, 1900-vi-vente; Sieg Iginio, Venezia, 1903-1941; Bisiach Leandro, Milano, 1904-1982; Fer-rario Carlo, Venegono, 1907-vivente; Rocchi Sesto, S. Polo d'E., 1909-vivente.
Here follows a list of violin makers who worked in Leandro Bisiach's workshoop in Piazza Duomo 2, in Milan.
Interno di un violino Bisiach.
Bisiach's violin inside.
Museo nazionale scienza e tecnica, via S.Vittore, Milano.
National museum of scince and technic, Street S.Vittore, Milan.
Violino per riproduzione di Roger del Per fatto da Leandro Bisiach in omaggio al Sig Schmidt Marcel.
Violin for riproduction of Roger del Per made by Leandro Bisiach gift to Mr. Schmidt Marcel.
Violino Carlo Bisiach anno 1939 Firenze..
Violin Carlo Bisiach year 1939 Florence.
 
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