A sinistra quadro di
Richard Mauri.
 
On the left
Richard Mauri Painting
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Liuteria Toscana a Cremona.
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Tuscan Violin Making in Cremona.
Di Carlo Vettori liutaio
I mattoni rossi, segnati e schiariti dal tempo trascorso, che formano l’antica chiesa di Sant’Omobono  sono la cornice della piccola piazza prospiciente che, dalla chiesa  prende il nome. Al lato della piazza c’è il Palazzo Pallavicino Ariguzzi, di recente riportato a nuova vita con un restauro che ha valorizzato le trasformazioni stesse avvenute nel corso dei secoli, dal sec. xv ad oggi. In questa sede si è tenuta la mostra più importante tra le manifestazioni liuterie cremonesi di questo anno 2006 “ Il DNA degli AMATI”.Sabato sette ottobre nella cappella del palazzo, l’Associazione dei Liutai Toscani ha esposto i violini costruiti dai propri associati secondo il modello Amati. Solo alcuni di questi strumenti sono stati realizzati con vernice moderna, invece, la maggioranza è costituita da strumenti completamente antichizzati ad  imitazione degli strumenti dei maestri Amati. Alla mostra “Omaggio agli Amati” ha partecipato un pubblico di esperti. Il violinista Pietro Horvath, primo violino del teatro Comunale di Firenze si è esibito provando tutti gli strumenti esposti; anche il violinista finlandese Simo Vuoristo ha fatto onore agli strumenti dei liutai toscani suonando vari pezzi di musica da Beethoven, Sarasate, Ciaikosvkij, ed altri autori. Mentre i musicisti provavano gli strumenti della mostra, nella cappella è entrato il maestro Andrea Mosconi, Conservatore della raccolta di strumenti del Palazzo Comunale di Cremona, con in mano il violino Andrea Amati Carlo Nono. Il pubblico sorpreso e ammirato ha fatto spazio al maestro Mosconi che ha raggiunto il palco, insieme alle altre Autorità presenti: Paolo Bodini, presidente dell’Ente Triennale, Virginia Villa, direttrice dell’Ente Triennale e Paolo Sorgentone presidente della Associazione Liutai Toscani. Il maestro Mosconi ha dato il violino Andrea Amati Carlo Nono al violinista Pietro Horvath, che, prima di esibirsi, con voce rotta dall’emozione ha ringraziato le autorità. Il suono del violino Carlo Nono si è diffuso in profondità nella cappella con dolcezza ed equilibrio. Le pure vibrazioni trovavano nell’aria antica della cappella la familiarità della storia. Il violino Carlo Nono è stato suonato anche dal violinista finlandese Simo Vuoristo. Alla fine del concerto, ai visitatori è stato offerto in omaggio l’ultima edizione del libro dell’Associazione con biografia dei liutai toscani insieme ad un gustoso rinfresco. Quindi, il prezioso violino Carlo Nono è stato portato dal maestro Mosconi nella sala della mostra “ Il DNA degli AMATI” e collocato nella sua vetrina, accanto agli strumenti costruiti dai maestri Amati discendenti da Andrea.
Virginia Villa director of the Triennial.
Virginia Villa Direttore della Triennale. / Virginia Villa director of the Triennial.
Violinist Pietro Horvath.
Violinista Pietro Horvath. / Violinist Pietro Horvath.

The faded red bricks worn and marked through the centuries of the old Sant’ Omobono church serve as a frame to the square which looks on to the old church and takes its name. Adjacent to the square lies the Pallavicino Ariguzzi Palace which was given new life thanks to its recent restoration bringing out the transformations which took place throughout the centuries from the fifteenth to today. Here the most important exhibition, among the many cremonese exhibitions held this year, was held.  The “DNA of the Amati” exhibited instruments from this family of makers from the most important museums throughout the world. On Sunday, October 8, in the palace’s chapel, the Tuscan Association of Violin Making exhibited instruments of these makers who took inspiration from the Amati instruments.  Only a few of these were varnished as new instruments whereas the majority of them were antiqued so as to resemble the Amati instruments. Many experts participated at the “Homage to the Amati” exhibition. Violinist Peter Horvath, concertmaster of the Teatro Comunale of Florence, played all of the instruments exhibited. Violinist Simo Vuoristo from Finland also played the Tuscan instruments varying the repertoire from Beethoven, Sarasate, Tchaikovsky, among others.
While the musicians were trying the instruments in the chapel, Maestro Andrea Mosconi, Conservator of the Instruments of the Palazzo Comunale of Cremona, entered with the Charles 9th violin of Andrea Amati. The surprised and aroused public made way for Maestro Mosconi who reached the stage and took place next to many authorities such as Senator Paolo Boldini, president of the Triennial, Virginia Villa, director of the Triennial, and Paolo Sorgentone, president of the Tuscan Association of Violin Making. Maestro Mosconi then passed on the Charles 9th violin of Andrea Amati to violinist Pietro Horvath who thanked the audience and was rather moved.  The Charles 9th violin filled the chapel with a sweet and even sound and the vibrations found a certain familiarity with the antique atmosphere of the chapel. The Charles 9th was also played by violinist Simo Vuoristo. At the end of the concert a complimentary copy of the latest book of the Association with its biographies of the Tuscan makers was given to visitors along with refreshment. The precious Charles 9th violin was then placed in its showcase next to the instruments built by the descendants of Andrea.

 
Violinist Simo Vuoristo from Finland.
Violinista Simo Vuoristo dalla Finlandia. / Violinist Simo Vuoristo from Finland.
Tuscan violin makers was given a refreshment.
Liutai toscani durante un rinfresco. / Tuscan violin makers during a refreshment.
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